Cinque prima del duemilaventicinque

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Quest’anno proponiamo ai lettori i cinque articoli, scelti dalla redazione, che abbiamo più apprezzato tra quelli pubblicati nel 2023/2024.


Cinque prima del duemilaventicinque


5) Editoriale | A meno di cambiare padri o meccanismi
a cura di Luigi Riccio




«[Ipotesi 1]: Un principio fondamentale imparenta biologia, organizzazioni economico-industriali e storie della letteratura o dell’arte in genere: è il principio di riproduzione. La nostra comprensione del mondo si imposta per alberi e catene. Partendo da ciò che giuridicamente riconosciamo come padre (ovvero: ultima volontà di riproduzione) facciamo una storia del senso che la realtà ha ricevuto per noi non diversa da quella che ci racconta la mappatura dei melanomi, le ragioni per cui il nostro corpo attacca un determinato cibo se lo ingeriamo, il montaggio del computer su cui stiamo scrivendo e la sua evoluzione […]».


4) Maksym Kryvstov | Poesie
a cura di Giovanna Frene
traduzioni di Marina Sorina




«le sue parole profetiche [di Maksym Kryvstov] si sono avverate la sera del 7 gennaio 2024, quando un missile russo ha centrato il rifugio in cui si trovava Maksym con il suo inseparabile gatto rosso. La notizia della sua morte ha sconvolto il mondo culturale ucraino. È stata tanto più difficile da accettare, questa morte, perché non era la prima: numerosi altri poeti, scrittori, cantanti, attori hanno lasciato la vita sui campi di guerra […]»




3) Ferida Duraković | Si paga con la vita
a cura di Giovanna Frene
traduzione di Alice Parmeggiani
da Si paga con la vita. Sarajevo 1991-2012 (Poesie scelte) (Il Ponte del Sale, 2015)




«E il laghetto di sangue: nel mezzo del laghetto un pane
inzuppato nel sangue come nel mattutino latte z bregov –
Stai inventando, ripeto, di nuovo per la prima volta:
la plumbea argilla di Sarajevo che cade sui grandi
piedi del ragazzo nelle scarpe Reebok
sulla troppo corta bara scoperta di ante di armadio… No, a te
non si deve credere, tu giungi dal cuore
di tenebra esplosa e sgorgata nel giorno.


[…]»




2) In\trevoir | S1E7-8 | Demetrio Marra e Simona Menicocci
a cura di Francesco Ciuffoli




«il Sud è stato “conquistato” per delocalizzare la parte lurida della mitopoiesi dell’Italia unita (Dickie sostiene che il terremoto è stato il mito fondativo dell’idea di Regno, con la regina che veniva avvistata sulle navi soccorso a fare la crocerossina, con i soldati obbligati a fucilare i cani che mangiavano i cadaveri, la paura più grande del Governo era che dalle macerie del terremoto sorgesse l’anarchia, cioè la contestazione). Mi guardo allo specchio e sono l’Italia dello Statuto Albertino e del triangolo industriale, ma questa modernità è resa possibile da un inconscio collettivo di servitù della gleba, poi divenuta sfruttamento, di cui il brigantaggio è un sintomo […]»




1) Nizar Qabbani | Corrompere i testi, corrompere il cielo, corrompere le mura
cura e introduzione di Vincenzo M. S. Vassallo
da Il fiammifero è in mano mia e le vostre piccole nazioni sono di carta e altri versi (Edizioni San Marco dei Giustiniani, 2001), a cura di Valentina Colombo



«Qabbani si fece poeta eretico per i potenti che tennero la sua terra al guinzaglio e poeta terrorista per i potenti che dall’Occidente vennero a strappargliela. Per il suo popolo arabo, il suo popolo del terzo mondo, il suo popolo degli oppressi, però, altro non fu che poeta dell’amore: l’amore della terra, l’amore della lotta, l’amore della libertà […]»



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