da Quantità di perdono (Transeuropa, 2024)
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Ogni forte gioia,
il cielo raccolto in tagli
indistinguibili. Questa è la chiave,
il passo dentro la roccia.
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Sorride in quantità
di perdono, la schiera si annuncia
a raffiche. Al centro resta
una pazienza di filari.
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Cercano i mesi nell’androne,
a bassa voce, compiono così il destino
di quest’ultimo pomeriggio. La sabbia del tempo
batte sulle tempie, il pensiero è un ricordo.
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Ognuno mangia e aspetta dentro un respiro imparato a memoria. Silenzio della forma, questo pomeriggio dura già da un anno. Offro la gola al tuo abbraccio confuso. Questa notte profonda, verticale, sembrava conoscerti. Dico notte, la grande straniera.
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L’intera forza del battesimo confusa tra seme e foresta. Altre volte vince il metallo e nessuno ricorda. La ferita incontra la radice, cerca la sua lingua.
Giuseppe Martella (Vasto, 1978) da 15 anni vive a Roma e lavora come redattore esterno per la Compagnia Editoriale Aliberti, e come content writer. Nel 2012 ha pubblicato la raccolta “Canto”, con una nota di Giulio Ferroni, e la plaquette “Ecce homo”, dedicata Giuseppe Piccoli. Entrambe sono uscite per le edizioni digitali Errant Editions. Nel 2014 esce “Nel centro della regola”, per Giuliano Ladolfi Editore, di cui hanno scritto su “Poetarum silva” e “Il ramo d’oro”. Ha collaborato con articoli per “Il primo amore”, dove pure sono state pubblicate diverse poesie.









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