Camilo Marroquín Díaz | Poesie

2–3 minuti

|

traduzioni di Marisol Bohórquez Godoy


Nato a Neiva, Colombia, nel 1992. Filosofo e maestro di musicoterapia. Autore dei libri di poesia: Huésped de la realidad (2012, Trilce Editores), Dinastía del hombre (2014), Ecos y Destinos (2014, Ediciones Exilio) e coautore dell’antologia La persistencia de lo inútil (2017, Trilce Editores). Fa parte dell’antologia nazionale di poesia sul cinema La vida es bella (2019, escarabajos ediciones).


da Ecos y Destinos, 2014


Il falò che tutti abbiamo aiutato ad accendere


Siamo posseduti.

Non c’è nulla da fare.

Nessun esorcismo ci libererà dal linguaggio.


Siamo condannati a creare il mondo

nominandolo.


Illuminandolo:


Il mondo bruciava nell’oscurità

fino a quando abbiamo inventato la parola fuoco.


La hoguera que todos ayudamos a encender


Estamos poseídos.

No hay nada qué hacer.

Ningún exorcismo nos librará del lenguaje.


Estamos condenados a crear el mundo

nombrándolo.


Iluminándolo:


El mundo ardía en oscuridad

hasta que inventamos la palabra fuego.


Mnemòsine


Abitiamo la casa del segno

indecifrabile. Il giardino

dove, come principi

bambini, giochiamo a svelare

il senso del mondo.


Mnemósides


Habitamos la casa del signo

indescifrable. El jardín

en donde, como niños

príncipes, jugamos a descubrir

el sentido del mundo.


da Dinastía del hombre, 2014


Oracolo


Figlio da sempre,

eppure non ancora nato.

Ma il padre già lo è

senza saperlo.


Segreto svelato

prima di essere segreto.

Messaggio mai pensato

detto nell’istante perfetto.


Oráculo


Hijo de siempre

pero que aún no nace.

Sin embargo el padre

ya es padre y no lo sabe.


Secreto revelado

antes de haber sido secreto.

Mensaje jamás pensado

dicho en el momento perfecto.


da La Persistencia de lo inútil, 2017


Linea di fuoco


Il mio cuore è una granata. A volte

minaccio la morte di togliere la sicura

quando la sento vicina.


Línea de fuego


Mi corazón es una granada. A veces

amenazo a la muerte con quitar el seguro

cuando la siento cerca.


Poesia inedita


Mitologia


La città è un seme,

le sue strade sono radici.


Passeggia la morte, timorosa,

davanti al silenzio

indecifrabile delle sue costruzioni,

bestie di ferro e cemento.


Un giorno dissi: ti darò un nome

e lei mi donò un’infanzia.

Ti vedrò invecchiare: e le sue rovine

non furono altro che maschere

di una bellezza incorruttibile.

Ti scriverò, ma questa mostrò

i suoi geroglifici e tutti i suoi nomi.


Posai la testa sulla prima pietra

che eresse il suo corpo e ascoltai i battiti

della solitudine del primo uomo.


La città è un seme.

Ha bisogno del respiro degli uomini

che non cedono davanti al canto

della ruota della vita.


Sognarla è compito dei mortali.

Gli dèi ignorano la sua esistenza, perché non sognano.


Mitología


La ciudad es una semilla,

sus calles son raíces.


Pasea la muerte, temerosa,

ante el silencio

indescifrable de sus construcciones,

bestias de hierro y cemento.


Un día dije: te daré un nombre

y ella me dio una infancia.

Te veré envejecer: y sus ruinas,

no fueron más que máscaras

de una belleza incorruptible.

Te escribiré, pero esta mostró

sus jeroglíficos y todos sus nombres.


Puse mi cabeza en la primera piedra

que erigió su cuerpo y escuché los latidos

de la soledad del primer hombre.


La ciudad es una semilla.

Necesita del aliento de los hombres

que no desfallecen ante el cantar

de la rueda de la vida.


Soñarla es trabajo de mortales.

Los dioses ignoran su existencia, porque no sueñan.



Rispondi

Scopri di più da Inverso - Giornale di poesia

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere