Traduzioni a cura di Marisol Bohórquez Godoy
da Resplandor de pájaro (Trinchera, 2020)
Questa casa cade a pezzi, amore,
goccia a goccia,
foglia a foglia.
In un lento trascorrere,
non è la brezza, che aiuta,
che abbatte, che spoglia.
Questa casa cade nei silenzi, amore,
addio dopo addio,
sogno dopo sogno.
Come un battito
che, per arido, suona più spento.
Questa casa cade negli oblii, amore,
desolati tu ed io.
Per andarcene, come gli uccelli,
o per restare, come gli alberi.
---
Esta casa se cae a pedazos, amor,
gota a gota
hoja a hoja.
En un lento transcurrir,
que no la brisa, que ayuda.
que tumba, que deshoja.
Esta casa se cae a silencios, amor
adiós tras adiós
sueño a sueño.
Como un latido
que por seco, suena más apagado.
Esta casa se cae a olvidos, amor
desolados tú y yo.
Para irnos, como los pájaros
o para ser, como los árboles.
Lei non sa
Lei non sa
che l’ho sognata nella veglia.
Non volevo che mi vedesse
con la mia gonna di fiori da tenda
e le mie scarpe di tela annerite dal fango.
Forse questo è il paesaggio degli uccelli impauriti.
Forse sono venuta ad avvolgermi ai piedi della notte
per nascondere le ferite che lascia la memoria.
Lei non sa
che questa è l’ora delle domande terribili,
delle parole proibite.
Quelle parole inventate dagli uomini per ferire,
per incidere nelle ossa le sconfitte peggiori.
Ma anche la parola uccello può ferirci.
Lei non sa.
Qual è il colore interno di un falò?
Un eliotropio è un fiore
per disegnare la lettera H nei quaderni.
Lei e i suoi sogni giustizieri
non mi prende più la mano per attraversare.
Per questo sono venuta stanotte con la mia gonna di fiori da tenda,
con le mie scarpe sporche, con la mia memoria ferita,
con un uccello nel petto, questa sconfitta.
Lei non sa
che ha ritardato la mia partenza.
Uscendo ho spezzato la porta e i suoi catenacci,
per questo la ferita che nella mia mano disegna un fiore,
finalmente un eliotropio.
Vado alla deriva, lei non sa,
a riunire i miei uccelli con i pesci del fiume.
Ella no sabe
Ella no sabe
que la estuve soñando en la vigilia.
Yo no quería que me viera
con mi falda de flores de cortina
y mis zapatos de tela ennegrecida por el lodo.
Tal vez sea este el paisaje de los pájaros asustados.
Tal vez yo haya venido a ovillarme a los pies de la noche
para ocultar las heridas que deja la memoria.
Ella no sabe
que es esta la hora de las preguntas terribles,
de las palabras prohibidas.
Esas palabras inventadas por los hombres para hacer daño.
Para calar en los huesos las peores derrotas.
Pero también la palabra pájaro puede herirnos.
Ella no sabe.
¿Cuál es el color interno de una hoguera?
Un heliotropo es una flor
para dibujar la letra H en las cartillas.
Ella y sus sueños justicieros
ya no me toma de la mano para cruzar.
Por eso he venido esta noche con mi falda de flores de cortina
con mis zapatos sucios, con mi memoria herida,
con un pájaro en el pecho, esta derrota.
Ella no sabe
que retrasó mi partida.
Al salir rompí la puerta y sus candados,
por eso la herida que en mi mano dibuja una flor,
al fin un heliotropo.
Voy a la deriva, ella no sabe,
a juntar mis pájaros con los peces del río.
da La noche de los tamarindos (Fundecem, 2023)
Canzone della pietra
Sono venuta ad asciugare su questa pietra
questo vestito rosso di mia madre,
questa barca di carta, quasi cancellata,
questa storia dimenticata,
questo specchio rotto da un tuono e dal suo lampo,
questa memoria ferita.
Sono venuta ad asciugare su questa pietra
ciò che ho trovato nella casa dell’infanzia.
Ma non dico a nessuno la metà di ciò che nascondo.
Vado ad asciugarlo sulla riva del fiume,
su queste pietre innocenti.
Vado a restituire un tempo ai miei tesori,
a vedere se recupero la fresca purezza del nuovo.
Perché non so come dire uccella in volo.
Perché non ricordo l’odore della terra.
Canción de la piedra
Vine a secar sobre esta piedra
este vestido rojo de mi madre
este barco de papel, casi borrado
esta historia olvidada
este espejo roto por un trueno y su relámpago
esta memoria herida.
Vine a secar sobre esta piedra
lo que encontré en la casa de la infancia.
Pero no digo a nadie la mitad de lo que oculto.
Voy a secarlo a la orilla del río
sobre estas piedras inocentes.
Voy a devolverle un tiempo a mis tesoros
a ver si rescato la fresca pureza de lo nuevo.
Porque no sé cómo decir pájara en vuelo.
Porque no recuerdo el olor de la tierra.
Città tornata a sognare
Da dove nasce questo dolore?
Questo mormorio d’albero, questo tremore di monte?
A che ora si coricano a dormire le foglie?
Chi ha lasciato a me da riparare questo giardino devastato?
Qual è il rischio di volare a filo d’acqua se sono ferita?
Quante morti ho meritato per non onorare il fiore dell’eterna?
Ho perso per aver bestemmiato il mio paradiso,
ma sono riuscita a presagire il mistero di un regno
e sono tornata a fondare in me tutte le città.
Ciudad vuelta a soñar
¿De dónde sale este dolor?
¿Este rumor de árbol, este temblor de monte?
¿A qué hora se acuestan a dormir las hojas?
¿Quién dejó para que yo reparara este vergel arrasado?
¿Cuál es el riesgo de volar a ras del agua si voy herida?
¿Cuántas muertes he merecido por no honrar la flor de la siempreviva?
Perdí por blasfemar mi paraíso
pero alcancé a presagiar el misterio de un reino
y volví para fundar en mí todas las ciudades.
Esmeralda Torres (Ciudad Bolívar, 1967) è una poetessa e narratrice venezolana, residente a Cumaná. Laureata in Lingua e Letteratura presso l’Universidad de Oriente, ha dedicato oltre trent’anni alla promozione della lettura nelle biblioteche pubbliche. Nel 2025 ha vinto il Premio Casa de las Américas di Poesia con il libro Cuerpo quebrado lumbre . In precedenza, nel 2023, ha ottenuto il Premio Internazionale di Poesia Ciudad de Mérida (Messico) con Mudar la casa .È autrice di una dozzina di libri tra poesia e narrativa e conduce attività di formazione e diffusione letteraria.








Rispondi