in copertina i nomi del prossimo numero di minima
Anteprima editoriale | minima poesia
una selezione prima dell’uscita
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da anno 2025 | numero 1
in uscita il 13 giugno 2025
Damiana De Gennaro
attraversamento cervi
Il segnale stradale dice, attenzione, attraversamento cervi. Sul ciglio della strada, al limite del bosco, travestita da cervo, aspetti che la notte scenda a darti ragione. Guardi le macchine passare, addormentate. I loro fari abbaglianti, addormentati, ti ricordano chi eri, chi volevi essere prima del sonnambulismo. Adesso ti copri di sangue finto, ti stendi sulla strada, ti fingi addormentata. Aspetti che io scenda dalla macchina per soccorrerti, con le corna rotte & tutto il resto. Ma io sono sveglia: vedo dal tuo buio, e non ti do ragione.
*
la torta fantasma
Per il tuo compleanno, ieri ho fatto una torta fantasma. Non è stata un’idea mia, ma c’erano tutti gli ingredienti. Noi ragazzi dell’isola l’abbiamo mangiata e abbiamo pianto, come sotto l’effetto di un’ipnosi. Un giorno, forse, tornerai ad amarci e ogni rituale sarà di nuovo inutile. Al mattino era un’enorme distesa di zucchero. Più tardi, dopo la pioggia, si faceva indaco e limpida, come un paesaggio dipinto. Credo l’avresti trovata buffa, anche se, per gentilezza, non l’avresti detto. Chissà quante torte fantasma serviranno ancora per riuscire a farti ridere fra noi.
***
Eleonora Negrisoli
L’ultimo viaggio è stato camminare tra le colline di una regione mai vista, drogarsi un po’ (cristalli sciolti nella tazza di latta), tu guidare io guidarti lungo molti chilometri in macchina (l’avevi fatta controllare prima di partire, la facevi controllare sempre prima di partire), trovare luoghi abbandonati dove incontrare i fantasmi: ricerche incrociate nel labirinto di internet, analisi dettagliate di Google Maps e l’opzione Street View per capire dove scavalcare, (col tempo avevamo raffinato la tecnica, ci coprivamo i volti di nero come criminali), aggrapparsi alla ringhiera arrugginita, correre tra l’erba alta precipitare come Alice questa volta senza pillole, spaventarsi ma era soltanto un gatto ma eri soltanto tu che mi inquadravi con la videocamera piccola stretta nella mano ghiacciata.
*
Nel sogno stavamo in due piccoli letti
tu li univi solo in fondo dove stanno i piedi,
poi volevo toccarti ma non ti trovavo.
Sono caduta sul più solo dei pianeti
nessuno può vedere questi prati bianchi,
rincorrerei gli asini se non fossero morti
(la forma dei tuoi occhi nella loro schiena).
***
Giulio Zambon
Amniotico
solo una volta siamo usciti con la testa imbevuta di nostra madre da nostra madre
così rientriamo mentre i grandi ci sbirciano
somiglia a uno scarafaggio questo nostro penetrare senza gambe, spingerci
dove misteriosamente sono le cose non nate.
sbuchiamo come loro dopo essere scomparsi nel grembo del battiscopa. possiamo tastare
con queste manine di feto, riconoscere il buio amniotico
sono palline. che possiamo schiacciare, guardare rigonfiarsi
nello spasmo lento e senza vita.
[…]
minima è un progetto indipendente di poesia contemporanea che si propone di indagare lo spazio poetico italiano e dargli un luogo di incontro alternativo. Le sue fondatrici e i suoi fondatori sono poetə alla ricerca di altrə scrittrici e scrittori con cui condividere un nuovo percorso. Le persone che lavorano dietro minima rimangono anonime.
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