Pietro Edoardo Mallegni | Anedonia

a cura di

Mikel Marini

2–3 minuti

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Quattro poesie da Anedonia (nero_latte, 2025) di Pietro Edoardo Mallegni


*

Disseppelliti dal cuore, riemergono legni che curvano
i ricordi come fossero piogge o meteore,
i nostri giorni si rifilano come pigri bambini
e si fanno impronta di insetti, gatti e volpi.

Mestizia di soffitti e ritorni turchini,
questo brama la geografia del sonno
e una divina ubriachezza si disfa di altre storie,
storie di piccole cose dimenticate
che sono pappagalli sulle spalle
di questi figli di legno.

Credimi, ancora, sciupata innocenza
la bugia è un unico frutto acerbo e
fingo sia l'incrinato interno di balena
questa silente estate del mondo.

*

Un giorno anche io  scorderò come asciugare i capelli.
e il quotidiano diverrà sofferenza di galli e chiocce,
che canteranno il giorno come un miracolo tra le malattie,
tradendomi, respirerò una natura che non risponde
e case, tempo e animali saranno il paesaggio.

Sentirò l'eco dei sipari e di antichi nemici
e amerò dettare i giorni, elogiando il sole
che ti bacia, come fossi un gallo.

Ma trovare il caldo dei nidi e delle albe,
sarà come cercare la colpevolezza del tempo,
come ritrovarmi tra le sfigurate vesti del mondo
e tu sarai fuga di uno sconosciuto avversario,
mentre io e amnesia saremo il mio solo paesaggio.

Ora, solo bellezze e mattine dormono sul tempo rimasto,
e, anche tu come un gallo, un giorno cantando a qualcuno,
sarai spettacolo e ti accorgerai di stare al mondo
e di quanto questo sia un costante disastro.

*

La mia fede nell'insufficienza timida cresce,
oppure Erode ha fossilizzato la sua rotta
negli occhi grigi di sule e ardeidi di fumo,
mentre il silicio su qualche terra di squame,
sparge carcami di gelidi messaggi nel vento.
L'acqua putrefatta è un orrore in cui rinfrescarsi,
studiare la tafonomia di gazze mezze sbranate
e sbriciolare l'arenaria di se per scomparire.

*

Una roccia ignea tuffata in un lago di cielo,
il cui tonfo sono io, crollato sul mio mondo,
come una sonnolente rovina di metadone.
C'è un animo meno profondo in me,
limato e sottile, un Dio travestito da ostrica
che procrea ogni giorno perle e tumori,
nera voglia di estate degli occhi lontana dal mare,
bella di sigarette e prime volte sperdute.

Abbiamo finito la saggezza, quella povera,
utile alla bizzarria, ci rimangono code di lucertola
e speranze insolite, da affittare a caro prezzo.

BIO

Pietro Edoardo Mallegni è nato a Carrara l’1 luglio 1995. Nel 2013 ha pubblicato la sua prima raccolta:“ Il dedalo in me” (Marco Del Bucchia), poi “Il Dio Dada” (Marco Del Bucchia, 2015), “Neurocidio” (Limina Mentis, 2020), “Il nulla” (Europa, 2020), “Profumo di liquirizia” (RP libri, 2023), “Anedonia” (nero_latte, 2025). È cuoco di professione.


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