M.A.L.D.O.R.O.R | Benjamin Péret | Tout le monde fera la guerre

6–10 minuti

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M.A.L.D.O.R.O.R.

Materiali per un Archivio Letterario D’autori Ostili Ribelli Osceni e Randagi

#1 Benjamin Péret





(Nota: puoi sostituire la lettura della nota con questo video, o questo, o quest’altro. Volendo, puoi sostituirla anche con questa fotografia o quest’opera di Melvin Edwards, o anche con questo live degli Einstürzende Neubauten. A ben vedere, nulla ti vieta di sostituirla anche con una passeggiata notturna nelle fogne, o con un’escursione tra le rovine di Pompei o Ercolano il 15 agosto mentre il sole picchia forte sulla testa accecandoti, facendoti esplodere il cervello e mettendoti il dubbio sulla tua appartenenza a questo mondo o a quello dei morti).





1. Mercoledì scorso le sirene antiaeree installate sui tetti dell’edificio comunale hanno risuonato qualche secondo più del solito. Mentre facevo lezione, ho scorto il cielo dalla finestra e guardato per un istante gli alunni come se fosse il momento di silenzio che precede un’esplosione improvvisa e imprevista. Al termine dell’esercitazione, M. mi ha chiesto se ci sarà la guerra. 2. Il 18 novembre il Capo di Stato Maggiore dell’esercito francese ha dichiarato che il paese deve essere preparato ad accettare l’idea di poter perdere i propri figli. 3. Il 23 giugno 1943, in occasione del terzo anniversario dell’entrata in guerra dell’Italia di Mussolini al fianco della Germania, la parabola della granata che Rino Della Negra avrebbe lanciato contro la sede del Partito Nazionale Fascista della Rue Sédillot avrebbe avuto la stessa traiettoria del pallonetto che avrebbe assegnato alla Jeunesse Sportive Jean-Jaurès d’Argenteuil la Coppa della FSGT contro il Red Star Olympique di Helenio Herrera e Fred Aston. 4. In Un altro racconto russo (in Chiamate telefoniche), Roberto Bolaño racconta la sorte di un soldato sivigliano torturato da un soldato russo che parla tedesco. Al sivigliano viene ritorta la lingua con delle tenaglie. Sanguinando dalla bocca, in preda al dolore, il soldato sivigliano urla «coño» (cazzo). La parola, distorta dal rumore, è interpretata dal soldato tedesco come «Kunst», che in tedesco significa arte. «Il soldato bilingue la interpretò in questo senso e disse che quel figlio di puttana era un artista o qualcosa di simile. […] La parola cazzo, trasformata nella parola arte, gli aveva salvato la vita». 5. Il 7 gennaio 2026 alle 9:37, a Minneapolis (Minnesota, Stati Uniti), una cittadina americana di trentasette anni è stata colpita da diversi proiettili d’arma da fuoco sparati da un agente federale del servizio di immigrazione e dogane (ICE). La donna, Renée Nicole Good, era una poetessa. 6. La Main à plume (1941-1944) è il gruppo surrealista che raccoglie il testimone durante la Seconda guerra mondiale, in assenza di André Breton e della maggior parte dei surrealisti storici, esiliati negli Stati Uniti e in Messico. Giovani poeti, pittori e militanti si riuniscono clandestinamente durante l’occupazione tedesca. Il gruppo sostiene la partecipazione alla lotta armata contro i nazisti. Robert Rius, Jean Simonpoli e Marco Ménégoz, insieme ad André Prenant, fondano una banda armata ad Achères-la-Forêt nel giugno 1944, ma essa viene decapitata prima di poter entrare in azione. Torturati dalla Gestapo, vengono fucilati nel luglio del 1944. Questi francs-tireurs del surrealismo nell’Europa occupata hanno applicato alla lettera l’idea di un Surrealismo al servizio della Rivoluzione. Molti dei membri del gruppo non sopravviveranno alla guerra. Tita, pseudonimo di Edita Hirschová, artista, insieme a Hans Schoenhoff, poeta, entrambi ebrei, vengono deportati nel settembre 1942 e assassinati ad Auschwitz. Adolphe Acker, Jacques Hérold e Boris Rybak, anch’essi ebrei, sopravvivono grazie a falsi documenti. Marc Patin muore in Germania per polmonite ed esaurimento. Régine Raufast, giovane poetessa e critica d’arte, si suicida nel 1946. Jacques Bureau, critico e appassionato di jazz, tecnico radio della rete Prosper-Physician, viene arrestato (luglio 1943) e poi deportato in Germania, da dove rientrerà nel 1945. 7. Nel 1936, poco dopo l’inizio della guerra civile, il poeta surrealista Benjamin Péret parte per la Spagna arruolandosi tra le fila del POUM, il Partito Operaio di Unificazione Marxista. In seguito, si unisce a un’unità di combattimento di anarchici della Colonna Durutti impegnata sul fronte di Teruel. A Barcellona, incontra la pittrice Remedios Varo che sposerà nel 1946 al termine della guerra. 8. Nel 1936 Benjamin Péret pubblica Je ne mange pas de ce pain-là. In questo esile libretto esplosivo Benjamin Péret lascia esplodere la sua rabbia, usando invettiva, insulto e dileggio con una violenza rara. L’eccesso delle immagini e la brutalità del discorso contro il clero, la polizia, l’esercito e i politici non conoscono né freni né attenuanti. Nulla sembra arginare la sua furia. Collera e indignazione sono il motore che tiene insieme questi testi nati da circostanze specifiche e da un contesto politico esso stesso violento: la fine degli anni Venti e l’inizio dei Trenta, tra conflitti sociali, lotte di classe, rivoluzioni e ascesa dei nazionalismi. Péret afferma la propria rivolta e il proprio rifiuto di qualsiasi compromesso con una società e un regime che detesta e che combatte con tutte le sue forze, da surrealista e da rivoluzionario. 9. «In ogni caso, ogni poesia degna di questo nome sputa sui poliziotti, rifiuta Dio, la Famiglia e la Patria, e rovescia le Bastiglie del Principio di Realtà» (Franklin Rosemont, Gruppo Surrealista di Chicago). 10. L’attualità di Je ne mange pas de ce pain-là, la sua capacità di non cadere nell’anacronismo, deriva dal fatto che prende di mira i mali e i nemici di ogni società: il potere, la dittatura, la religione, la stupidità, la superstizione, l’esercito, il nazionalismo. 11. I nostri nemici, sono i nemici di sempre: i vertici delle grandi multinazionali, la CIA e ogni polizia segreta, i dirigenti delle agenzie pubblicitarie, i banchieri, i giornalisti che fanno da agenzia stampa al governo, gli scienziati al servizio dell’esercito, i neonazisti, tutte le chiese, tutti i presidenti degli Stati Uniti – chiunque essi siano –, gli accademici ubbidienti, i sorveglianti delle prigioni, le magnifiche sorti e progressive, ogni statua edificata per Cristoforo Colombo, ogni strada intitolata a Cavour, gli urbanisti e gli architetti degli ipermercati, i poeti concilianti, i poeti che non balbettano, i poeti laureati. 11.bis Lo ripetiamo: tutti i presidenti degli Stati Uniti – chiunque essi siano. 12. Il 4 dicembre 2024, Brian Robert Thompson, amministratore delegato della società statunitense di assicurazioni sanitarie “UnitedHealth Group”, è stato ucciso con un colpo di pistola a New York. Le parole Delay, Deny, Depose erano incise sui bossoli utilizzati durante la sparatoria. 13. Il 3 gennaio, alla fine della ricreazione, le sirene antiaeree hanno suonato di nuovo. Gli Stati Uniti sono entrati in guerra.





La legge Paul Boncour
(da Non mangerò questo pane)



Correte, cani scoppiati, a divertire le truppe.
E voi, ragni, andate ad avvelenare il nemico.

Il comunicato del giorno — scritto da scimmie moribonde — annuncia
che il 22° reggimento delle cimici
ha sfondato le linee nemiche senza nemmeno un colpo.

Alla prossima guerra
le suore staranno in trincea per eccitare i veterani
e per farsi bucare l’ostia a colpi di scopa,
i neonati col biberon
pisceranno petrolio in fiamme sui bivacchi nemici.

Per aver singhiozzato nelle fasce
un eroe di tre mesi si ritroverà le mani mozzate
e la Legion d’Onore tatuata sul culo.

Tutti faranno la guerra:
uomini, donne, bambini, vecchi, cani, gatti, maiali,
pulci, scarafaggi, pomodori, pesciolini, pernici e topi marci.
Tutti.

Branchi di cavalli selvaggi
a calci spazzeranno via i cannoni avversari
e da qualche parte il fronte sarà tenuto dalle puzzole,
il cui odore, preso dal vento,
asfissierà interi reggimenti
meglio di una scoreggia vescovile.
Allora gli uomini — quelli che schiacciano i senatori
come si pesta la merda dei cani —
si guarderanno dritto negli occhi,
ridendo come montagne,
obbligheranno i preti a scannare gli ultimi generali con le loro croci
e a colpi di bandiera
massacreranno i preti come un amen.


***

La loi Paul Boncour
(Je ne mange pas de ce pain-là)



Partez chiens crevés pour amuser les troupes
Et vous araignées pour empoisonner les ennemis
Le communiqué du jour rédigé par des singes tabétiques annonce
Le 22 e corps d’armée de punaises
A pénétré dans les lignes ennemies sans coup férir
à la prochaine guerre
les nonnes garderont les tranchées pour le plaisir des rengagés
et pour se faire trouer l’hostie à coup de balai
Et les enfants au biberon
Pisseront du pétrole enflammé sur les bivouacs ennemis

Pour avoir hoqueté dans les langes
Un héros de trois mois aura les mains coupées
Et la légion d’honneur tatouée sur les fesses

Tout le monde fera la guerre
Hommes femmes enfants vieillards chiens chats cochons
Puces hannetons tomates ablettes perdrix et rats crevés
Tout le monde

Des escadrons de chevaux sauvages
D’une ruade chasseront les canons de l’adversaire
Et quelque part la ligne de feu sera gardée par des putois
Dont l’odeur conduite par un vent propice
Asphyxiera des régiments entiers
Mieux qu’un pet épiscopal
Alors les hommes qui écrasent les sénateurs comme un crotte de chien
Se regardant dans les yeux
Riront comme les montagnes
Obligeront les curés à tuer les derniers généraux avec leurs croix
Et à coup de drapeaux
Massacreront les curés comme un amen.








© Il collage in copertina, riprodotto in calce, è stato realizzato da Giovanni di Benedetto (Fotografia di Benjamin Péret di dominio pubblico. Fotografia USAAF bombs Dresden, 1945-04-17 di dominio pubblico. Pig heads in a market rilasciata con licenza Creative Commons 4.0 da Tomas Castelazo. Fonte: Wikimedia Commons).
This work is in the public domain in its country of origin and other countries and areas where the copyright term is the author’s life plus 70 years or fewer.



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