Foto di Ksenja Laginja
Ksenja Laginia | Chiamali ancora per nome
Estratti
Da Chiamali ancora per nome
(Arcipelago Itaca, 2025)
***
Ruppe il vaso a dicembre
senza rendersene conto
tra Il giovane Holden
e Una stagione all’inferno
che poi l’inferno era già lì
tra l’ingresso e la camera da letto
e abitava tutte le stagioni.
**
Non esiste una ragione valida
solo il freddo e una voragine aperta
dove prima c’era la casa.
Non esiste un’assenza giusta
ma una piccola anima mutilata
quell’uccello azzurro che spesso
viene a trovarmi.
Resta un senso di perdita
tra le parole e le cose
dove io sono colei
che assolve.
**
Tutti aspettiamo qualcosa
così si protegge l’amato
evitando di pronunciarlo,
per questo non ti nomino mai
non lo racconto a nessuno
né tento di avvicinarmi o sognarti
arrivo anche a negare il fatto
mi convinco in questo modo
di poterti salvare.
**
Chiamali ancora per nome
quello imposto a mani feconde,
l’inverno conquisterà tutto
compresa la terra
e i piedi che l’attraversano –
così ti chiedo una preghiera
per tutte le ombre orfane
dominate dal silenzio
ognuna a modo suo
chiede di restare.
**
Siamo ancora qui, nel punto
in cui ti abbiamo chiamato
mare, lo spettacolo che ci ha
reso muti nella solitudine
compresa tra il naufragio
e la morte apparente.
***
Ksenja Laginja è nata a Genova nel 1981, dove alterna alla sua attività letteraria e pubblicitaria una ricerca sull’illustrazione legata al mondo simbolico e del fantastico. Tra le pubblicazioni: Praticare la notte (Ladolfi Editore, 2015), Ventitré modi per sopravvivere (Kipple Officina Libraria, 2021), Cielo Cadmio (Kipple Officina Libraria, 2022) e Chiamali ancora per nome (Arcipelago itaca, 2025). Dal 2016 al 2025 ha co-organizzato la rassegna di poesia e musica elettronica Poème Électronique. Nel 2024 ha dato vita, insieme a Claudio Ferrari, al progetto Protocollo Pavla, tra poesia e musica elettronica, e suona, in qualità di percussionista, nel gruppo di improvvisazione elettroacustica Dia.Mat.








Rispondi