Maria Pia Quintavalla | Figli dell’amore perduto

2–3 minuti

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***



Figli dell’amore perduto.

1

Deve essere qualcosa di perduto

di infantile e di smarrito in te, barchetta

che si rende lontana, inarrivabile

e perduta

perché sennò riprendere potrei

con la mia mano la sua ala nera

e bianca, come di rondine sublime che cascando

si ruppe e più e più di un’ala.

2

Una canzone sogna, che scaltrita

si medicò da sola la ferita ma

poi ricadde tremula ed effimera –

quella barchetta tremula e

lontana –

Il mio rifugio

Io tornai qui, credendo

fosse il mio rifugio: venni scortata,

testo a testo, polline di antica giovinezza;

mi ritrovai in silenziosa casa, sopra i navigli:

un essere di medicina antica,

la giovane salvezza delle acque

dove viveva un’altra, di poeta

la piana primigenia precipitò con il presente

in silenziosa casa.

Lei si prostrò, fu magico il silenzio

le voci si sollevarono come in ingenui suoni,

rumori secchi non calpestati, solamente

inermi.

poi, pace fu fatta.

La vita che si piantò selvatica negli occhi,

il silenzio di anni non caduti, anni della vita

– le cose antiche, un figlio –

lasciato su una nuvola

che fu dimenticato

in orto nero e opaco, su di un fiume.

**

Figlio non nato, ma vissuto dentro

stretto al cuore,

nel vestito soffocato, e non fatto morire –

ma morirci lei, nella radiosa giovinezza

prima della seconda, e certa

e noi, mai più risorti.


***


Maria Pia Quintavalla è nata a Parma e vive a Milano. Ha pubblicato: Cantare semplice (Tam Tam Geiger 1984, nota di L. Candiani), Lettere giovani (Campanotto, 1990, nota di M. Cucchi), Il Cantare (Campanotto 1991, nota di N. Campana), Le Moradas (Empiria, 1996, nota di G. Majorino), Estranea (canzone) (Manni, 2000, nota di A. Zanzotto), Corpus solum (Archivi del 900, 2002, nota G. Neri), Album feriale (Archinto, 2005, nota F. Loi), Selected poems (Gradiva, nota di A.Zanzotto), nonché Quinta vez (Stampa 2009; 2018, nota di M. Cucchi). Ha curato diverse antologie e gli atti del convegno Bambini in rima / La poesia nella scuola dellobbligo, Alfabeta, 1987. Compare su riviste, tra cui l’Almanacco dello specchio (Mondadori, 2008). Sue opere sono state tradotte in lingua tedesca, spagnolo, inglese, croato, rumeno e francese. Cura alcuni laboratori sulla lingua italiana scritta presso l’Università degli studi di Milano. Sul testo poetico collabora con Book City, Libera Università Delle Donne, Casa della Poesia (Milano), Casa internazionale delle donne.



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