Inediti selezionati
***
Figli dell’amore perduto.
1
Deve essere qualcosa di perduto
di infantile e di smarrito in te, barchetta
che si rende lontana, inarrivabile
e perduta
perché sennò riprendere potrei
con la mia mano la sua ala nera
e bianca, come di rondine sublime che cascando
si ruppe e più e più di un’ala.
2
Una canzone sogna, che scaltrita
si medicò da sola la ferita ma
poi ricadde tremula ed effimera –
quella barchetta tremula e
lontana –
Il mio rifugio
Io tornai qui, credendo
fosse il mio rifugio: venni scortata,
testo a testo, polline di antica giovinezza;
mi ritrovai in silenziosa casa, sopra i navigli:
un essere di medicina antica,
la giovane salvezza delle acque
dove viveva un’altra, di poeta
la piana primigenia precipitò con il presente
in silenziosa casa.
Lei si prostrò, fu magico il silenzio
le voci si sollevarono come in ingenui suoni,
rumori secchi non calpestati, solamente
inermi.
poi, pace fu fatta.
La vita che si piantò selvatica negli occhi,
il silenzio di anni non caduti, anni della vita
– le cose antiche, un figlio –
lasciato su una nuvola
che fu dimenticato
in orto nero e opaco, su di un fiume.
**
Figlio non nato, ma vissuto dentro
stretto al cuore,
nel vestito soffocato, e non fatto morire –
ma morirci lei, nella radiosa giovinezza
prima della seconda, e certa
e noi, mai più risorti.
***
Maria Pia Quintavalla è nata a Parma e vive a Milano. Ha pubblicato: Cantare semplice (Tam Tam Geiger 1984, nota di L. Candiani), Lettere giovani (Campanotto, 1990, nota di M. Cucchi), Il Cantare (Campanotto 1991, nota di N. Campana), Le Moradas (Empiria, 1996, nota di G. Majorino), Estranea (canzone) (Manni, 2000, nota di A. Zanzotto), Corpus solum (Archivi del 900, 2002, nota G. Neri), Album feriale (Archinto, 2005, nota F. Loi), Selected poems (Gradiva, nota di A.Zanzotto), nonché Quinta vez (Stampa 2009; 2018, nota di M. Cucchi). Ha curato diverse antologie e gli atti del convegno Bambini in rima / La poesia nella scuola dell’obbligo, Alfabeta, 1987. Compare su riviste, tra cui l’Almanacco dello specchio (Mondadori, 2008). Sue opere sono state tradotte in lingua tedesca, spagnolo, inglese, croato, rumeno e francese. Cura alcuni laboratori sulla lingua italiana scritta presso l’Università degli studi di Milano. Sul testo poetico collabora con Book City, Libera Università Delle Donne, Casa della Poesia (Milano), Casa internazionale delle donne.









Rispondi