Elisa Davoglio | Addestramento
Estratti da God-Mother-Book-Case (Arcipelago Itaca, 2025)
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Addestramento (Il Nome del Figlio di Un Re)
si entra piano nella stanza, per non reclamare attenzione, ci chiamano profili, vogliono sapere, di noi, per renderci oggetti e trasferirci come numeri, nella stanza
oggetti opzioni dello stesso piano che assume lo spazio, man mano che viene frantumato, fatto a luoghi, tanti da poter essere nuovi oggetti, in grado di essere contati, ci danno oggetti da possedere
come profili, il primo compito è stato assegnarci un nome, profili al di là dei nomi, per renderci cose, facilmente numerabili, in grado di occupare e definire lo spazio, per frammentarlo e allungarlo ancora, ci danno oggetti da possedere
dove nella stanza ci sono stanze, e nelle stanze ci sono oggetti, ogni oggetto ha il suo oggetto, assegnato, addossati, fatti numeri serve come sapere chiamarci, ci danno oggetti da possedere
il silenzio che oltrepassa la stanza, la richiesta di rumore, perché faccia caldo calore, temiamo il freddo, nonostante i nomi, ci danno oggetti da possedere
il silenzio che percuote e che addormenta la stanza dove non potremmo risvegliarci senza aver trovato un nome, assiepati tra le cose, per definirci è implacabile porre confini, ci danno oggetti da possedere
acciuffare il nome del figlio di un Re trovarlo velocemente scheggia tra le cose la stanza i profili che gli appartengono se non si ricorda inventarlo plausibile strattonato tra le righe offrire gesti da esibire, ci danno oggetti da possedere
il nome del figlio di un Re chi lo dice si separa oggetto diventa cosa trovare un nome finché è caldo anche qualsiasi, senza regno
finché i numeri nella stanza le righe a vicenda finché è caldo
le cose nel piano che diventa spazio i profili tra gli oggetti allargando imparando come le righe per ripetizione, ci danno oggetti da possedere
Finché è caldo, si impara tutto, per ripetizione.
Tutto, per ripetizione
Finché c’è tutto
Finché è caldo
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Addestramento (Freshness)
per scomparire dentro un soffio nel lago chiedere se servono mani le
increspature inghiottire ordine fresco
sotto le mani se servono mani per scomparire la superficie soffia
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Guidelines
Freshness: If a response discusses information that may change over time, sources
created more recently can be considered more reliable.
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Gira, e non
trattiene e non gira e gira dove
dove le cose sono le fresche e il tempo smette la direzione
quanto dureranno le increspature del lago, dopo che ci soffi dentro?
Le increspature del lago dureranno quanto il respiro del vento che le ha generate,
quanto il tempo che l’acqua impiega per ritrovare la sua quiete.
Un attimo breve, come il ricordo di un sussurro,
o eterno, se le osservi con gli occhi di chi cerca il movimento nel silenzio.
Dipende, forse, da quanto a lungo rimani a guardarle,
o da quanto il tuo soffio voleva restare.
Quanto a lungo rimani,
quanto il soffio voleva restare,
soffio, restare, a lungo.
non va bene, ripeti: è freshness, o no?
finché è caldo tale da ripetere un soffio
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Addestramento (Pick an Image)
“Nel caso di un vasaio che manipola la creta, l’esperienza estetica non avviene nella
testa del vasaio, ma piuttosto nell’unità cognitiva costituita dal vasaio e la creta.”
Guido Bitossi, da An Enactive aesthetics: the role of feedback loop and sensorimotor
contingencies in the creative act
Alex quando aveva 16 anni, finalmente ebbe la sua occasione. Si chiamerà Alex. Alex è alto e snodato, con lunghi capelli castani e occhi verdi penetranti. Alex indossa sempre la sua maglietta di Minecraft e jeans, e ha sempre la sua fidata spada legata al fianco. Alex è un guerriero feroce, ma è anche gentile e compassionevole. Alex è cresciuto in un piccolo villaggio ai margini della foresta. Alex ascolta un trapper che si chiama Sfera Ebbasta con il cappuccio e quattro collane. Alex è sempre stato affascinato dalle storie delle creature che abitavano la foresta e sognava di esplorarla un giorno. Alex partì alla volta della foresta con la spada e lo zaino, determinato a scoprire cosa contenesse.
Alex si rese subito conto che la foresta fu attaccato da lupi ragni era pericoloso e persino un creeper ma riuscì sempre a sopravvivere cominciò a conoscere meglio le creature imparò anche di più su se stesso scoprendo di essere più forte e coraggioso man mano che si addentrava nella foresta un giorno diventando grazie alla sua prontezza di spirito e alle sue abilità nel combattimento rapidamente un eroe gli chiesero di restare e proteggerli ad esplorare la foresta sapeva che doveva continuare ora è un potente guerriero un amico gentile e compassionevole e un vero eroe si imbatté in un gruppo di abitanti del villaggio si congedò dai suoi amici sei il mio passato in fondo da Sfera Ebbasta e partì per una nuova avventura
Ecco alcuni dettagli aggiuntivi che puoi aggiungere alla descrizione del personaggio:
Il colore preferito di Alex è il blu.
Alex ama leggere e scrivere.
Alex è un abile arciere.
Alex un po’ solitario, ma ha alcuni amici stretti.
La canzone di Sfera Ebbasta che piace particolarmente ad Alex si chiama Bang bang.
Alex è determinato a proteggere gli innocenti e a rendere il mondo un posto migliore.
Alex è un vaso, senza vasaio e creta.
Elisa Davoglio è poetessa, autrice e digital strategist. Ha pubblicato il romanzo Onore ai diffidati (Mondadori 2008) e diverse raccolte di poesia, tra cui Taco Bell (Nino Aragno 2018) e Nella città più fredda (Tic 2021). I suoi testi sono apparsi su testate come “Atelier”, “Nuovi Argomenti”, “La Stampa”, “il manifesto” e “Italian Poetry Review”. Con un solido background come curatrice d’arte e organizzatrice di eventi culturali, ha fatto parte di diversi collettivi di scrittura, performativa e non, tra cui l’ensemble EscArgot (nato nel centro sociale ESC di San Lorenzo a Roma) e il gruppo di scrittura di ricerca Ex-It. È stata tra le fondatrici del movimento “Se non ora quando” (SNOQ). Professionalmente, opera come digital strategist, specializzandosi in intelligenza artificiale, cybersecurity e redteaming









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