Noemi Alfieri | vicino a Pylos
testi inediti
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da una serie di testi (inediti)
Geometria Organica Applicata
Non chiedermi di esser lieve mentre
tutto attorno brucia. Le mie mani
sono fatte di terra
che arde e
si sedimenta: son il frutto
dell’assenza concreta.
Disegna invece
il mio corpo ferito
come un compasso accarezza un foglio bianco
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Lezioni di nuoto
Si è rotta una bottiglia di vetro mentre distratta
aprivo un frigorifero semivuoto.
Ci hai pensato? Volevo asciugare le acque di
una cucina troppo piccola per nuotarci dentro, ma intanto
quell’acqua versata mi ha ricordato
solo i liquidi, i fluidi, il mare
in cui i nostri corpi nudi si mischiano
quando siamo soli
***
Spettacolo acrobatico
Un filo di vento entra dalle persiane, affondo
il naso nel tuo petto: mi sembra una vallata in cui
poter dar rifugio, sicura, ai nostri segreti.
Rumori entran dalla finestra. La via si è svegliata
prima di noi. Indistinguibili suoni meccanici
riverberano lontani. Qui,
le rondini sbattono con forza le sue ali sui vetri delle finestre,
volteggiano in coppia, si uniscono in stormi che
scompongono e ricompongono, libere, poco
dopo. Sembra che entrino nella stanza,
si esibiscono per noi. Poi, cantando, si allontanano. Sentendo il
loro canto, sorrido. Il tuo petto è una vallata: tu
ancora dormi.
***
Specchio
Osservo nello specchio un corpo non mio:
scorgo ora i seni duri,
ora pieghe di carne in cui le frustrazioni
si sono accumulate. A volte compaiono
ossa appuntite senza carne, gridando
i dolori della solitudine. Osservo le forme: ho estratto aghi dalle ossa,
le sofferenze si sono trasformate. Ferito, resistente, finalmente
mio: il corpo ha memoria, l’anima ha memoria.
Ed io anche.
***
Neustadt
Un raggio di sole ribelle
è esploso
sulle pareti del mio
tedeschissimo Wintergarten.
Linea 8: l’ultimo tram della DDR sfreccia
incurante della fitta
nevicata. Estetiche
sovietiche e un Tatra T4,
in sottofondo
ristoranti hipster vegan halal:
qui
nell’ ex Germania dell’Est
non ci facciamo mancar nulla.
All’ Integrationskurs gremito di anziani rifugiati ucraini,
giovani giornalisti curdi, e
immigrati argentini di destra, si parla
ogni lingua, tranne
il tedesco.
Fuori
droni russi esplosi all’ aeroporto Leipzig-Halle,
la polizia copre
le angurie graffitate sui muri – Alles klar, hier!
Qua dentro
accompagno lacerata
la sensazione di essere sospesa
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Dicono nella mia terra
Dicono nella mia terra
che nella storia non c’è posto per l’illecito,
non vi è spazio per il nostro cammino: è un errore. Dicono
che non vi è nulla di poetico nel sollevarsi insieme
dopo un’ennesima caduta – Degni son coloro
che non precipitano.
Si son rifiutati di consacrare
le nostre storie di mani sporche – non di crimini,
ma di sudore e terra. Ma vedranno domani
il fruscio fragoroso delle nostre memorie oltrepassare
il limite dello sguardo. Insieme,
camminiamo.
***
La nostra lingua
Raccontano del serpente che non
sa amare. Ma il corpo è suo, e sfoggia
all’amata colori nuovi ad ogni stagione
Spurgano poesie delle sfumature di
rabbia, poiché non posson le parole
far sacrilegio della lingua
dei dotti.
Ma la lingua è nostra, e vi inscriviamo pazienti
il nostro sudore. Anche noi
sfoggiamo parole nuove: sempre segue
all’alba il pomeriggio, tempo d’amare.
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Ritorno
Torno ai tempi in cui avevo parole,
in cui la poesia bastava per raccogliere i pezzi
di un mondo infranto in salotto, mentre
un cane per strada si dimena, fugge, finalmente, dal padrone
oppressore. Le attenzioni non son
bastate, ora corre, finalmente lui. Lo scattare del
semaforo distrae un lavoratore stremato, la testa
abbandonata su un palo incenerito:
sublimazione dell’abbandono.
Lui non correrà, non oggi. Non è mai stata nei salotti,
la poesia,
nemmeno quando ne raccoglieva i pezzi.
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13 Giugno 2023
Hanno annegato l’amore
vicino a Pylos
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Noemi Alfieri (Torino, 1988) è scrittrice, ricercatrice e traduttrice.
Vive a Lisbona dal 2014, dove svolge attività di ricerca in Storia della stampa coloniale presso il CHAM – Centro de Humanidades (NOVA/FCSH). Ricorre alla pratica artistica per costruire narrazioni del contesto urbano e delle periferie, come strumento di cura dei traumi intergenerazionali ed esercizio di memoria che parte da esperienze personali, familiari e collettive, indagando la tensione e la reciprocità tra privato e politico. La sua ricerca e la sua poesia sono attraversate dalle migrazioni e dalle resistenze alle violenze di genere, coloniali e capitaliste. Ha vissuto e lavorato anche in Spagna, Germania e Paesi Bassi, dove è stata ricercatrice visitante, avendo appena concluso un’ ulteriore periodo di ricerca presso la Cattedra Agostinho Neto dell’Università Roma Tre. Ha pubblicato la raccolta di poesie bilingue portoghese-italiano “Cem Agulhas nos Ossos” (Cento Aghi nelle Ossa, Urutau, 2020). Le sue poesie sono apparse in numerose riviste e antologie collettive internazionali, tra cui Officina Poesia di Nuovi Argomenti, International Poetry Review, Revista Periferias, e Volta para a tua terra. È stata residente UNIDEE presso Cittadellarte – Fondazione Pistoletto (2023) e finalista nella sezione Poesia Performativa del Premio Bologna in Lettere (2025).









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