Albeiro Montoya Guiral – Poesie

Albeiro Montoya Guiral è nato a Santa Rosa de Cabal (Colombia). Ha una laurea in Filologia e Letteratura Spagnola presso l’Università Tecnologica di Pereira e un master in Scrittura creativa, presso l’Università Nazionale della Colombia. È autore delle raccolte di poesie Una vida en una noche pubblicata nel 2018 da Buenos Aires Poetry, con un prologo di Juan Manuel Roca, e Celebraciones pubblicato nel 2017 da Casa de Asterión Ediciones a Pereira. È stato uno dei poeti inseriti nell’Antologia della poesia colombiana del XXI secolo la cui edizione bilingue è stata pubblicata a Parigi nel 2017 da L’Oreille du Loup.
È fondatore ed editore della rivista Literariedad ed è membro, per la Colombia, del comitato editoriale della rivista argentina Buenos Aires Poetry. Scrive di poesia e letteratura sul suo blog “El Peatón” nel quotidiano El Espectador.

Traduzione di Marisol Bohórquez Godoy

Poesie tratte dalla raccolta Una vida en una noche (2018)

*

El verano

La tierra es un perro amarillo
que duerme a la sombra de un naranjo.
Las mujeres le llevan agua robada
en la noche de un secreto yacimiento,
pero él, indiferente, duerme el sueño del sopor.

Un pájaro de luto vuela en círculo
mientras lo espera ver morir.

Si yo no fuera niño
saldría de esta humedad donde me enterraron
para espantarle las moscas,
para espantarle la muerte al verano.


L’estate

La terra è un cane giallo
che dorme all’ombra di un arancio.
Le donne gli portano acqua rubata
nella notte da una sorgente segreta
ma lui, indifferente, dorme il sonno dei bambini.

Un uccello in lutto vola in cerchio
in attesa di vederlo morire.

Se non fossi un bambino
uscirei da questa umidità dove mi hanno seppellito
per spaventare le mosche,
per spaventare la morte d’estate.

*

Eres hijo de ti mismo y te muerdes

Padre, tu único hijo ha muerto
para que mis manos nazcan,
tu único silencio fue invadido
por guaduales y lámparas.
Tristes caballos miran la llovizna
de la infancia caer en la ciudad lejana.

Eres padre de ti mismo, infortunio.
Eres hijo de ti mismo y te muerdes.
Padre, tu único hijo ha muerto
y está habitando los zapatos del olvido.


Sei figlio di te stesso e ti mordi

Padre, il tuo unico figlio è morto
per dare vita alle mie mani,
il tuo unico silenzio è stato invaso
da piantagioni di bambù e da lampade.
Tristi cavalli guardano la pioggia
dell’infanzia cadere sulla città lontana.

Sei padre di te stesso, disgrazia.
Sei figlio di te stesso e ti mordi.
Padre, il tuo unico figlio è morto
e abita nelle scarpe dell’oblio.

*

Herida oscura

Voy a dormir mientras regresas de la infancia,
abuelo, piedra inmemorial, jinete nocturno.
Escucharé tu pulso en mi sangre,
los perros vendrán a lamer mi sueño, herida oscura,
confundiéndome contigo.
¿Olvidé el camino a casa
o era solo una invención de la memoria?
Quise regresar pero preferí el olvido,
mas no el de tu nombre.
Pero no el de tus manos en mis sienes
como en las de un animal de monte.
Voy a esperar la muerte tendido a la sombra de un árbol
tan viejo como tu palabra.
Recuerda: nada cantará.
Expulsé de mis versos todo cuanto vuele.
Solo acepto las raíces, las manos largas de la tierra,
sus caricias enredadas en mi cuerpo.

Voy a dormir mientras regresas de la infancia.
No importa quiénes mueran entretanto.
Estoy más muerto que los muertos.


Ferita oscura

Vado a dormire mentre torni dall’infanzia,
nonno, pietra immemorabile, cavaliere notturno.
Ascolterò il tuo polso nel mio sangue,
i cani verranno a leccare il mio sonno, ferita oscura,
confondendomi con te.
Ho dimenticato la strada di casa
o era solo un’invenzione della memoria?
Volevo tornare, ma ho preferito l’oblio,
ma non quello del tuo nome.
Non quello delle tue mani sulle mie tempie
come su un animale di montagna.
Aspetterò la morte sdraiato all’ombra di un albero
vecchio quanto la tua parola.
Ricorda: nulla canterà.
Ho espulso dai miei versi tutto ciò che vola.
Accetto solo le radici, le lunghe mani della terra,
le sue carezze impigliate nel mio corpo.

Dormirò mentre ritorni dall’infanzia.
Non importa chi muore nel frattempo.
Sono più morto dei morti.

*


Leña verde

Atávicas manos de mujer
deseadas por el fuego
Hipnotizados por la canción del humo
imperceptibles ángeles escriben
el epitafio de su colmena
El gato busca con timidez
un fragmento de sí mismo en el fogón
Un soplo lunar inició la candela
la sangre de la tierra fue su combustible
No arde el dolor como la leña verde y húmeda
Atávicas manos de mujer
deseadas por el llanto


Legna verde

Ataviche mani di donna
desiderate dal fuoco
Ipnotizzate dal canto del fumo
impercettibili angeli scrivono
l’epitaffio del loro alveare
Il gatto cerca timido
un frammento di sé stesso nel focolare
Un soffio lunare ha acceso la candela
il sangue della terra è stato il suo combustibile
Il dolore non brucia come la legna verde e bagnata
Ataviche mani di donna
desiderate dal pianto

*


Poesie tratte dalla raccolta Celebraciones (Casa de Asterión, 2017)


Palabras


Escucho pasar el río de las palabras
a la orilla de esta noche tranquila

Una voz antigua me habla desde la corriente
de astromelias y cafetales

Ya no hay rostros dormidos en el agua
No baja ya el río malas noticias
con la boca abierta llena de ceniza

Rumor de la noche
palabras del páramo que oigo
acostado en el pasto encendido del presente
Mi voz un día va a correr hacia el mar en tu frenesí
Hombres y mujeres
silenciosos animales de otros caminos
van a beber un día de esta tranquila noche
sin el ruido de la guerra


Parole

Ascolto passare il fiume delle parole
sulla riva di questa notte tranquilla

Una voce antica mi parla dal ruscello
di astromelie e piantagioni di caffè

Non ci sono più volti addormentati nell’acqua
il fiume più non porta cattive notizie
con la bocca aperta piena di cenere

Rumori della notte
parole della brughiera che ascolto
sdraiato sul prato acceso del presente
Un giorno la mia voce correrà verso il mare nella tua frenesia
Uomini e donne
animali silenziosi da altri cammini
berranno un giorno da questa notte tranquilla
senza il fragore della guerra

*

Imágenes


Me he olvidado.
Nunca fui yo ni tuve casa.

Algo hay en mí
de un alero sembrado de mirtos
donde los sapos respiran enterrados.

Algo hay de unos niños
bañándose con agua nocturna
al pie de un tanque.

Algo hay.

Imágenes.
Araucarias entre la niebla de la plaza.
Un jeep incendiado cayendo al vacío.

Pero me he olvidado.
No soy capaz de distinguir entre el sueño y la vigilia.

Escribo para volver,
para inventar la casa.


Immagini


Ho dimenticato me stesso
Non sono mai stato io né ho avuto casa.

C’è qualcosa in me
di una grondaia cosparsa di mirto
dove i rospi respirano sepolti.

C’è qualcosa dei bambini
che si bagnano nell’acqua notturna
accanto a una cisterna.

C’è qualcosa.

Immagini.
Araucarie nella nebbia della piazza.
Una jeep in fiamme che cade nel vuoto.

Me ne sono scordato.
Non so distinguere tra il sonno e la veglia.

Scrivo per tornare indietro,
per inventare la casa.

*

Retratar lo inevitable.

No quedaremos nosotros,
quedarán libros
que acaso ocupen
la más pequeña sección
de una biblioteca desigual.
Penoso álbum
-la poesía es la fotografía de lo que no queda en la fotografía-
donde se acercan a mirarnos
para saber cómo nos desvanecemos.

La tinta de la memoria no es indeleble.


Descrivere l’inevitabile.

Non resteremo noi,
resteranno i libri
che potrebbero occupare
la sezione più piccola
di una biblioteca irregolare.
Album doloroso
– la poesia è l’immagine di quello che non resta in una fotografia-
in cui vengono a guardarci
per scoprire come siamo svaniti.

L’inchiostro della memoria non è indelebile.

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