a cura di Giovanna Frene
cinque poesie da La fondazione della città di Gomerosol (Ensemble 2024)
Spostamenti #125
Rubrica di poesie, parole sulle poesie e parole sulle parole
Tassonomia del mastodonte
Un mastodonte ipertrofico
spiazza uno specchio intero;
il mastodonte paralitico
è uno spauracchio di granito;
il mastodonte accomodante
si siede sull’inchiostro blu;
il mastodonte mascherato
è un orfano nascosto
in un granello di sabbia;
il mastodonte mistico
è un mistero spiegato
a livello accademico;
il tenero mastodonte
è un fiore di carne
che gira allo spiedo;
il mastodonte d’acciaio
è un cannone pazzo
che spara silenzio;
quello di legno
è la fonte di chitarre e violini;
il mastodonte alpino
è un anello
di una catena montuosa.
Il mastodonte meschino,
quello a me più vicino,
si barcamena sul fiume.
*
Traspaiono persistenti simmetrie:
nel remo che spezza l’onda
e nel respiro del vento,
nel cuore della pioggia,
e nel bicchiere d’acqua del mendicante,
nell’architrave del pensiero filosofico,
nell’attesa e nella delusione degli amanti,
nella carezza per il cane bastardo,
nel cantiere siderale delle stelle
e nel nido d’api,
nel canto della nutrice
e nella vena aurifera,
nell’umorismo triste della vita
e nello spensierato incedere della morte.
Filastrocca nel bicchiere
Nel bicchiere impressionista
confluiscono papaveri viola,
nel bicchiere dell’illusionista
si addensano nuvole e pioggia,
nel bicchiere surrealista
piovono ombrelli neri,
nel bicchiere dell’alcolista
versano un distillato di tramonti,
in quello del musicista
si sedimenta un concerto di circostanze,
in quello del poeta
passano bastimenti allucinati,
il bicchiere del pittore
è un’insegna colorata
che si accende e si spegne,
quello del medico
è prescritto dall’impegnativa,
in quello del prigioniero
fiorisce un sogno in cattività,
nel bicchiere del pastore
le pecorelle si smarriscono,
in quello dell’ambasciatore
si ritrovano passaporti smarriti,
nel bicchiere delle divinità
si accendono ombre d’oro,
in quello del pellegrino
si spengono sentieri accesi,
nel bicchiere del terrorista
esplodono i pensieri,
e sotto il mare c’è un bicchiere
che non si può vedere.
Gli amanti
Una goccia scivola
giù da una nuvola
lungo i solchi
del mesto giorno
scavati dalle fatiche
del sostentamento.
La sua traiettoria incontra
quella di un’altra goccia:
le due, spaventate,
si guardano con diffidenza,
si avvicinano, si sfiorano.
Vorrebbero già ritrarsi,
ma la forza di gravità
ha già deciso per loro.
Anche senza volerlo
si compenetrano,
diventano una cosa sola,
una scintilla perduta
nel manto oscuro
del sipario notturno,
un minuscolo oceano luminoso
racchiuso nel diamante
di un solo istante.
*
Girano i pianeti, gli elettroni,
il carillon delle stagioni
gli sguardi del padre e del figlio
si fanno più vicini e più lontani,
volteggiano gli amanti
disegnando ellissi
sospese tra musica e rumore
nel duplice geometrico mistero,
la loro giostra è cinta
dal dolce inganno del miraggio,
volteggiano vane ombre
tra le cavità
della culla, dell’alcova
e della fossa.









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