a cura di Giovanna Frene
un poemetto da Questo spentoevo (Graphe.it edizioni 2024 – Le mancuspie 5, collana diretta da Antonio Bux)
Spostamenti #127
Rubrica di poesie, parole sulle poesie e parole sulle parole
Risposta a Leopardi
1
Cara Beltà, dunque
non ho capito nulla
alla mia età, a mezzo
secolo dalla culla
ma proprio nulla?
Amo le tue incarnazioni
ma perché non ce n’è
una che esaurisca
o riveli la durata
irrilevante, la morte
noncurante, condizione
fin dal primo istante
dall’incontro amante
che mi tiene mentre
si sente la canzone
che scardina e accende
nuovamente?
2
Cara Beltà, perché
succede ancora
l’emozione, l’inferno
della pulsazione
e tutto non sta fermo
se poi non è quello
l’assoluto, l’attimo
degli attimi, l’eterno?
Perché questa festa
nel vedermi, perché
queste vite belle
come avvenimenti
perché fai girare loro
la testa e lanci ancora
i tuoi avvertimenti
dagli occhi così brilli
i colli e quelle spalle
la punta dei ginocchi
la spada di parole
a infilzarmi beatamente?
Perché, se non sei
tu, definitivamente?
Una prova, un richiamo
questo amore pulsante
è consolazione? Ma
consola ciò che muore
incessantemente?
3
Cara Beltà, falla finita
di incarnarti in queste
occhiate e se non sei tu,
davvero tu, non essere
promessa della vita
in quello che ha virtù
di morte. Non sono
creatura di un attimo
fuggente e non sono
forte e ciò che m’ama
deve farlo definitiva-
mente e ogni frase
indirizzata a me
come se fossi il solo
mi ossessiona il petto
eternamente.
4
Cara Beltà, bellezza
smetti di scherzare.
Sei inesauribile, lo so
non ti sai arginare
in qualche dove ti vedrò
per sempre dato che altro
sempre non mi viene
in mente. Ma, sai cosa?,
non me ne frega niente
l’eterno viene in una
brezza, in una che mi ha
nel mondo intero avuto
caro, in una mano calma
che è discesa in viso
lasciando una carezza,
in uno sguardo chiuso
come un battito contrario
e tutto l’armamentario
di un romanzo rosa.
5
E tu, cara Beltà, cosa
sei, con che nome
ti farai chiamare
a parte quest’attimo
amabile in cui amore
s’è reso toccabile
e il tempo si è potuto
contare, rimanendo
innumerabile?








