Jon Fosse | Ascolterò gli angeli arrivare

a cura di

Lorenzo Pataro

1–2 minuti

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cura e traduzione di Andrea Romanzi
da “Ascolterò gli angeli arrivare” (Crocetti, 2024)



*

la cenere ricopre la neve

tra la neve e la pioggia

Attraverso la carta bruciata
e resti di secchi di plastica arancioni
intravide un angelo che la baciava
sulla punta delle dita

Il falò era grande nella neve

tra la neve e la pioggia

grandi fiocchi di cenere. Neve
nera. Bianca


*

che il lamento del cane
non si senta oggi
perché il giorno ha la propria ora
il giorno ha la propria voce
che la ragazza non venga
che il ragazzo non vada
il giorno ha la propria stretta di mano:
prendila nera come la neve

(così pensa il ragazzino)




*

Ascolterò gli angeli che provengono dai miei amici morti
silenziosi come la neve evidenti come la neve
Vedrò la neve sciogliersi e diventare acqua
La vedrò scomparire
e tornare, come aquile
Vedrò le aquile arrivare
Scomparire
e sentirò la musica
nel movimento che creiamo
e che ci crea, così evidenti, nel buio

*

questo inspiegabile silenzio
gli altri una volta l’hanno spiegato, questo
inspiegabile
calore
che nessuno può
trovare, questo inspiegabile respiro
che tutti abbiamo visto
nello sguardo dell’altro
e lì, nella loro erba alta, qualcuno ha trovato
il proprio volto
di nuovo. Forse è di questo
che si tratta
senza farlo
È questo che facciamo
È questo che ancora e ancora racconteremo
e che mai potrà essere raccontato
È questo che siamo e che facciamo

*

nell’oscurità che è la sua
La tua mano è evidente
come acqua fredda contro quella calda
che sale dalle alghe
e la sabbia le pietre il legno sulla battigia
Quel vento che vediamo è evidente
E felici come piccole stelle
siamo noi
mentre camminiamo
uniti
nella distanza
che ci dà l’aria
e mentre
ognuno dalla sua direzione
in modo pienamente comprensibile
camminiamo l’uno incontro all’altra





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