Esther Dischereit | Quando il mio Golem mi aprì la porta

a cura di

Giovanna Frene

2–3 minuti

|

da Quando il mio Golem mi aprì la porta (Finis Terrae, 2023)
traduzione di Rita Baldoni, Roberta Meli, Alice Provenghi e Anna Ruchat

fotografia di Dirk Vogel


Spostamenti #142

Rubrica di poesie, parole sulle poesie e parole sulle parole



*

Ich saß
vor deiner Tür
als
mir mein Golem
öffnete
führte mich
abseits
und strich
mir die Zeile
aus
jetzt fegst du
Staub
vor Deiner Tür


Stavo
davanti alla tua porta
quando
il mio golem mi
ha aperto
mi ha portato
in disparte
e ha cancellato
via
la frase
ora
spazzi
davanti alla Tua porta



*

Statt Milch haben wir
die Angst getrunken
sie wusch mir
die Augen weiß
daß ich niemals nicht
gesehen
wie ihr die Blumen seht

Ich seh die Blumen
wachsen in Dachau
es ist das schönste Foto
meiner Tochter



Invece del latte

abbiamo bevuto la paura

lei mi lavò

bianchi gli occhi

che mai non debba

non vedere

come voi vedete i fiori


Vedo i fiori

crescere a Dachau

è la foto più bella

di mia figlia



*

Dünnwandig stand ich
zwischen denen, die
stehen stießen sich
an mir dann bückten
sie sich und
halfen mir
die Scherben aufzusammeln

Es ist dann kein Gefäß nicht
mehr aus mir geworden
blieb Ausstellungsstück
vergangener Zeit so daß
sie die Schulklassen
zu mir führten ganz dicht

Von deren Atem
fiel ich
vergiftet in den Staub

Ausgestrichen die Zeichen
auf der Stirn bin
ohne Anfang
ohne Ende

Jetzt haben sie Angst
vor mir als Staub



Con pareti sottili stavo

tra coloro che

in piedi urtavano

contro di me poi

si chinavano e

mi aiutavano

a raccogliere i cocci


Poi non è mai più stato

di me un vaso

rimasi oggetto da esposizione

di tempi passati così che

portavano classi in gita

da me vicine vicine


Dal loro respiro

caddi

avvelenata nella polvere


Cancellati i segni

sulla fronte io sono

senza inizio

senza fine

Ora hanno paura

di me in quanto polvere



*

Ich darf nicht
sagen
jüdisch
wenn ich
es sage

gibt es Krieg

sagt mein Kind


Non devo
dire
ebraico
se io
lo dico

c’è la guerra

dice mia figlia



Deutsches Lied


Ihr habt mich getaucht

in diese immerwährende Schwärze

ihr habt die Jüdin und das Mädchen

in euren Wänden aufgehängt
an meinen schwarzen Haaren

euer Glied gerieben


nach dem Mord besteigt ihr

eure Opfer


wie ihr sie liebt

die Toten

Canto tedesco

Mi avete immerso
in questo nero perenne
avete appeso l’ebrea e la ragazza
dentro le vostre pareti
e strofinato il vostro membro
sui miei capelli neri

dopo averle assassinate salite in piedi sulle
vostre vittime

come li amate, voi
i morti








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