introduzione e traduzione di Luca Dipierro
da Acqua segreta (Interno Poesia, 2024)
La breve vita febbrile di Stanford, un «Rimbaud topo di palude» come lo definisce Lorenzo Thomas, lo consegna a una mitologia di corteggiatori dell’abisso. Nato nel 1948 in un istituto per madri non sposate a Richton, Mississippi, viene adottato da Dorothy Gilbert e Albert Franklin Stanford, un ingegnere costruttore di argini, i cosiddetti “levees”. La scoperta di essere stato adottato avverrà solo in età adulta: una lacerazione. «La notte ha posato monete sui miei occhi», scriverà in The Lies, «Non conosco il mio passato». Frank passa l’infanzia tra gli accampamenti dei lavoratori neri al servizio del padre, entrando in contatto con una delle realtà più marginali della cultura afroamericana. La vita nei levee camps lungo il fiume Mississippi è l’esperienza di un mondo pericoloso e magico, violento e sensuale, cadenzato sui ritmi dei canti di lavoro. Dopo essere andato a scuola dai monaci benedettini, alla Subiaco Academy, Frank si iscrive all’Università dell’Arkansas, dove gli viene riconosciuto un precoce talento, ma senza terminare gli studi. Si sposa con la pittrice Ginny Crouch, continuando a intrattenere relazioni amorose con altre donne. Pratica le arti marziali, pubblica sette libri di poesia in sette anni, e intanto si mantiene facendo l’agrimensore, lavoro per cui non prenderà mai la licenza. Nel 1976 fonda la casa editrice Lost Roads insieme alla poetessa C.D. Wright. Si innamora del cinema di Fellini, Vertov, Buñuel, Kurosawa, autori di cui organizza proiezioni in una scalcinata sala di Eureka Springs. Insieme all’amico Irv Broughton, realizza documentari e dirige un film autobiografico in 16 millimetri ispirato a Cocteau, It Wasn’t A Dream, It Was A Flood (Non era un sogno, era un’alluvione). Il 3 giugno 1978, a Fayetteville, Arkansas, a soli ventinove anni, si uccide sparandosi tre colpi di pistola al cuore. Viene seppellito a Subiaco, Arkansas, in un kimono.
The Blood Brothers
There was Born In The Camp With Six Toes
He popped the cottonmouth's head off
There was Baby Gauge
He tied the line to his wrist
He tied it to the alligator gar
He rode the fish
He stole the white man's gold tooth
There was Ray Baby
He knocked it out with a two-by-four
He rode the moon-blind horse
There was Charlie B. Lemon
He had four wives and a pair
Of long-toed shoes
There was Mose Jackson
He threw snake eyes in his sleep
There was BoBo Washington
A rat crawled in the bed
And sucked the blood
Out of his baby's head
There was Jimmy
He had the knife like night
He was white
I had the hands like dragonflies
I killed one white man
He was a midget
I did it with a frog gig
It was the summer of the Chinese daughter
I danced on the levee
I fratelli di sangue
C'era Nato Nel Campo Con Sei Dita Del Piede
Strappava la testa al mocassino acquatico
C'era Baby Gauge
Si legava la lenza al polso
Legava la lenza al pesce alligatore
Cavalcava il pesce
C'era Ray Baby
Rubò il dente d'oro dell'uomo bianco
Glielo fece saltare via con un'assicella
Cavalcò il cavallo dagli occhi di luna
C'era Charlie B. Lemon
Aveva quattro mogli e un paio
Di scarpe a punta lunga
C'era Mose Jackson
Nel sonno faceva il tiro del cane ai dadi
C'era BoBo Washington
Un topo si infilò nel letto
E succhiò il sangue
Dalla testa del suo neonato
C'era, Jimmy
Aveva un coltello come la notte
Era bianco
Avevo le mani come libellule
Ho ucciso un uomo bianco
Era un nano
L'ho ucciso con una fiocina per le rane
Era l'estate della figlia cinese
Io danzavo sull'argine
Poem
When the rain hits the snake in the head,
he closes his eyes and wishes he were
asleep in a tire on the side of the road,
so young boys could roll him over, forever.
Poesia
Quando la pioggia gli cade in testa,
il serpente chiude gli occhi e sogna
di dormire dentro un pneumatico al margine della strada,
per farsi rotolare dai ragazzini, per sempre.
Linger
The moon wanders through my barn
Like a widow heading for the county seat
It's not dark here yet
I'm just waiting for the bow hunters
So I can run them off
They put out licks on my land
Every summer
When it gets cool the animals are tame
I've fallen asleep
In the trees before
I dreamed someone's horse Had wandered out on the football field
To graze
And I was showing children through a museum
The bow hunters make their boys
Pull the deer's tongue out bare-handed
At dusk when I hear an arrow
Coming through my field like a bird
I wonder what men have learned
From feathers
The animals wade the creek And eat blackberries
The wind blows through the trees
Like a woman on a raft.
Indugio
La luna vaga nel mio granaio
Come una vedova diretta al capoluogo della contea
Qui non fa ancora buio
Aspetto solo i cacciatori con gli archi
Per farli scappare
Spargono esche di sale sui miei campi
Ogni estate
Con il freddo gli animali si ammansiscono
Altre volte mi sono addormentato
In mezzo gli alberi
Ho sognato che il cavallo di qualcuno
Vagava sul campo da football
Per brucare
E io conducevo dei bambini attraverso un museo
I cacciatori ai loro ragazzi
Fanno tirare fuori la lingua del cervo a mani nude
Quando al tramonto sento una freccia
Attraversare il mio campo come un uccello
Mi chiedo cosa abbiano imparato gli uomini
Dalle piume
Gli animali guadano il torrente
E mangiano more
Il vento soffia tra gli alberi
Come una donna su una zattera.
Farewell
Is a word
That must be
Like a sword
That has worn out
The scabbard
Addio
È una parola
Che dev'essere
Come una spada
Che abbia consumato
Il fodero
Spell
I aimed to get some of my blood
back from the Snow Lake mosquitoes,
my belly was full of lemonade
and my hair had Wildroot on it
I took to the thicket at dawn
not knowing where I was from the man
on the moon there were trees with so much shade
you shivered
like someone chiseling the year in a graveyard
the shadows seeped thick as smoke
when you touched them even breathing drew blood from the wood
it was dark
as a swarm
they smelled like olives
and feet in a garden
when you bowed and kissed them
Incantesimo
Volevo riprendermi un po' di sangue
dalle zanzare di Snow Lake
avevo la pancia piena di limonata
e i capelli con la brillantina
andai nel bosco all'alba
senza sapere da dove venissi ero l'uomo sulla luna
quanta ombra facevano gli alberi
tu tremavi
come qualcuno che intagli l'anno in un cimitero
le ombre si spandevano dense come fumo
quando le toccavi
persino respirare faceva sanguinare il legno
era buio
come uno sciame
odoravano di olive
e di piedi in un giardino
quando in ginocchio li hai baciati









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