Mario Corticelli | Libro della natura e del continuo

a cura di

Luigi Riccio

7–11 minuti

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Il linguaggio è un potere. Cioè: permette di fissare – nella rete dei rapporti causa-effetto – non tanto come le cose siano, ma come le cose saranno, dovranno necessariamente essere. Il potere nasce da un linguaggio. Cioè: qualsiasi forma di imposizione strutturata passa per un linguaggio, sia questo quello delle leggi o – più a fondo – della reiterazione genetica che instaura e ripete le dinamiche di potere, le pietrificazioni della realtà. Sia questo – anche – il linguaggio imperativo e ugualmente genetico della logica, le cui conseguenze sono obbligate dall’imperativo filiante delle premesse. Il Libro della natura e del continuo di Mario Corticelli ci rende manifeste queste linee di forza, il modo in cui ogni forma di potere definisce i contorni e la fine. Qui di seguito vi presentiamo alcuni estratti cruciali.







da Libro della natura e del continuo (déclic edizioni, 2024)



libro


il rosso cocomero
che bello che è il linguaggio
pensate se fosse
il cremisi cocomero com’è bello è bellissimo il linguaggio
pensate se fosse
il mirabile linguaggio perlucente
rosso
cremisi
con lancio del cocomero dal balcone
con una qualche distruzione dell’autore
la perlunga strada


quando tutto sta crollando
ciò che resta rinuncia e non esiste
nel vicendevole massacro del cremisi sul rosso perlucente
con lancio del cocomero dal balcone
rorido
con parziale distruzione del vicendevole
con parziale distruzione del cocomero
nel cremisi lucente


che vaga solcando la foresta
nell’attuare le sue visioni di bonifica
usando la terra che era sua
col lancio di cocomeri dagli alti
rami perlucenti del bel rorido
cremisi e dai balconi
con parziale distruzione della selva
e ripetendo
rilucente il cremisi rinovella


esci e coltiva i campi
quando piove a tutta distesa
non misurare l’estensione dei campi
con vasta seminagione di cocomeri
in attesa del cremisi smagliante
della pioggia perlucente e già posata


e poi si odono feste di mercato
con gioia di genti
nel crollo dei prezzi di mercato
con una qualche distruzione delle genti
perlunga la strada che è lucente
che bello che è il linguaggio delle genti
con una qualche distruzione del linguaggio


oh ti odo, genti, nel lungo perlucire del linguaggio
con una qualche distruzione dell’autore


UN ALTRO TEMA
i cocomeri sopra i campi e altre storie di sepolture negate.


UN ALTRO TEMA SUI CAMPI
trecce di bulbi bianchi a distesa in luogo dei solchi.


+++

libro

uccidere un cervo nella caccia
tirare le tendine sulla caccia
fare una nuova caccia in cui il cervo non verrà ucciso
tenere valida l’abitudine alla caccia
tenere valida l’abitudine di tirare le tendine sul sole della
caccia
seppellire continuamente lo stesso cervo con le corna che
sporgono dal suolo
tenere valida l’abitudine degli alberi a sporgere dal suolo
tirare le tendine sugli alberi e sul sole
tenere valida l’abitudine del sole ad attraversare le tendine
nella caccia
istruire gli alberi alla caccia
seppellire la parte degli alberi inadatta alla caccia non è
adatta
non istruire il sole


UN ALTRO MONDO
segue.

UN MONDO

ho notato che la carta che viene bagnata si assottiglia e
forse riesci a leggere il testo di entrambe le facce del foglio
o forse anche ad ascoltare ciò che viene detto da quel che
resta schiacciato tra le due facce del foglio e di cui l’acqua
è il sangue che è trasparente alla foresta di pini alla foresta
di abeti vi corrono cervi sotto il giro del sole.


+++

il cervo rifiuta di mangiare carne animale
la maestà sussiste finché un essere è ucciso con carne animale
il cane rifiuta il cervo che mangia carne animale
se ciò non avviene il cervo rifiuta di uccidere il cane
il profilo dei cervi arricchisce il profilo dei crinali stagliati
chi rifiuta di mangiare carne arricchisce il profilo dei cervi che si mutano in cani
ricoperti da masse d’alberi di carne animale sono i pendii abitati dai cani e dai cervi
ricoperti da masse di cervi e di cani sono i pendii ricoperti da masse di alberi
le chiome dei boschi raggiungono il suolo tra di essi i cani e i cervi in masse che uccidono il suolo
non disdegnare la carne animale obbediente ai profili dei cervi
mutati in cane obbediente al profilo del cane
ricoperti da masse di alberi che rifiutano la carne animale
coronati da crinali arricciati dai profili dei cervi
all’improvviso si fa penombra


UN ALTRO MONDO
lentamente.


+++

UN MONDO
un cervo. presenta un eccesso di denti che gli sporgono
dai fianchi e dal dorso, che ce lo fanno immaginare già
mangiato dall’interno, morto tuttavia chi lo ha mangiato.
nei pressi di un burrone, esterno.


+++

libro

si porta il cibo alla bocca, sente di stare per tossire, lo rimette nel piatto.
non c’è più fame nel mondo.
la fame viene allontanata, non è più nel mondo ma nell’oltremondo.
l’umanità si estingue: non avendo più fame l’uomo non mangia e ahi muore.
hanno fame nell’oltremondo i morti e mangiano gli uomini. non ci sono più sepolture e la terra è più leggera.
rimarranno solo i cani.
impareranno un linguaggio allo scopo di spiegare come si sia estinta l’umanità e su come rimpiazzare i morti con cani morti.
l’ho scritto. io sono uno di quei cani.
mi scuso per l’impianto debolmente digressivo di questo breve e potente testo tuttavia nel suo piccolo profetico.


+++

due

vi sono poteri.
ragioniamone insieme da qui, di fronte alle montagne e dietro ai vetri.
vi sono poteri.
essi sono: poteri forti e poteri deboli.
i poteri forti sono potenti e forti, i poteri deboli sono potenti e deboli.
essi sono i poteri.
esempio: i poteri forti possono sollevare i cervi da terra ed ecco i cervi galoppano ecco sfiorano le cime degli alberi e degli abeti, oppure:
ecco i cervi galoppano sfiorando i cuscini muschiati del sottobosco disteso in velluti.
i poteri forti possono schiacciare esempio le rondini contro il cielo come mosche contro un vetro.
che cosa più trasparente del vetro!
che cosa più azzurro del cielo!
i poteri.
non vi sono poteri forti.
non vi sono poteri deboli infatti.
i poteri forti si dividono in:
– vi sono
– non vi sono;
poi in:
poteri forti
poteri fortemente forti
poteri diversamente forti, o diversamente deboli.
per converso, i poteri deboli sono:
deboli
non vi sono
debolmente deboli
estremamente deboli
diversamente deboli/moderatamente forti
forti.

i poteri deboli, in diversi gradi di potenza, possono far ondulare le tendine nella brezza, trasformare i conigli in capre ma non le capre in conigli, sicché vi è sovrappiù di capre e nostalgia di conigli e loro mancanza.
ammiriamo le giornate di sole, odoriamo i bei fiori che guardiamo.
i conigli-capra vivono in gruppi di cinque.
parliamone insieme da qui, da dove li sogniamo ogni notte, tra le montagne e i legni della stanza.
vi è struttura presso i conigli-capra e vi è ordine presso di loro.
il coniglio-capra alfa è di statura più alta e il suo colore è un azzurro che pare morbido.

[…]

poteri forti possono far resuscitare i morti anche senza l’assenso di costoro, ecco i morti che prendono possesso del mondo e non ne sono contenti.
i poteri deboli possono far resuscitare i morti.
i poteri forti possono sollevare i morti in cielo ed ecco le nuvole bianche le nuvole grigie le nuvole cupe e poi piove, essi morti si raggruppano in nuvole e piove.
i poteri forti raramente sono meno forti dei poteri deboli, che spesso hanno nostalgia dei conigli.
i conigli-capra sono per tutti di consolazione con la loro capacità di trasformarsi es. in divertenti musicisti e suonare vari strumenti nelle sembianze umane di divertenti musicisti.
i morti es. non suonano divertente musica o altro, lasciano a noi.

[…]

vi sono poteri forti che amano l’ordine, e poteri deboli che amano l’ordine o no.
vi è ordine nei conigli-capra vi è struttura.
vi è malinconia a volte nei poteri deboli, vi è forte malinconia a volte nei poteri forti, venata di nostalgia per conigli e capre.
meraviglia la fantasmagoria di forme che è possibile vedere durante le capriole di trasformazione dei conigli-capra, essi vedendole e con loro tu attraverso il loro sguardo oh caleidoscopico chi.

[…]

i poteri forti occupano l’esterno del mondo e l’interno di
molte cose del mondo da sotto e si estendono su. i poteri forti occupano molta superficie del mondo infatti e si estendono su e non vi è area sulla superficie potente del mondo che non sia occupata dai poteri che siano deboli che siano forti sono poteri.

essi sono forti.
essi sono altresì deboli.
oh i conigli-capra! oh i mirabili cervi! oh i cani le canzoni le volpi!
oh le capriole di trasformazione cangianti, così affidabili nel loro mutare, nel loro cangiare i colori e le forme!
durante le sopraddette capriole accade ed è cosa visibile:
il bianco
il nero
il rosso brunito e il rosso
il bianconero e il bruno
le forme.
la forma delle nuvole è appesantita dalle nuvole ed ecco che piove e la pioggia corrobora la terra.
i poteri forti corroborano la terra come radici che innervano la terra e sono forti perché hanno potere e non sono deboli perché hanno potere.
i poteri forti definiscono i contorni e la fine.
i contorni sono belli e la cui utilità è molta senza costringere suvvia.
i poteri deboli rifiniscono i contorni e la fine e sono belli.
i poteri deboli riempiono i contorni di pari bellezza e utilità provata.
i poteri forti esplodono i contorni che riempiono e non
sono deboli.

i poteri deboli possono essere usati.
essi sono potenti.


i cavalli sferzano la coda per scacciare le mosche, i cani scodinzolano per scacciare la razza degli uomini dal mondo.




Mario Corticelli ha pubblicato testi poetici nelle antologie RZZZZZ! (Transeuropa Edizioni) e Àkusma (Metauro Edizioni) e su numerose riviste, fra cui Versodove, Nioques, OEI. Un modo (gammm.org) è del 2011. Tra il 2014 e il 2015 sono usciti due libri e un ebook legati in una trilogia aperta: Aria (comunione) (ikonaLíber, 2014), la sezione aria della serie mille idilli (gammm.org, 2014) e Costruzione di un animale (Arcipelago Edizioni, 2015). Del 2018 è Qualche parte del cane (Tic Edizioni). Su gammm.org è possibile leggere tre prose da sottrarre il bambino (2024).



MI PIACE:



Risposte

  1. […] nel 2017. Prende corpo così una ricerca editoriale sul linguaggio come potere già evidente nel Libro della natura e del continuo di Mario Corticelli: la power pose di Zaffarano è infatti la im-posizione – anche fisica […]

  2. […] Iniziando il mio percorso critico su Inverso, e parlando di come il linguaggio fosse una forma di potere, affermavo che qualsiasi forma di imposizione strutturata passa, appunto, per un linguaggio, sia questo quello delle leggi o – più a fondo – della reiterazione genetica che instaura e ripete le dinamiche di potere, le pietrificazioni della realtà. La pubblicazione, negli ultimi giorni del 2024, di Basi di Paola Di Gennaro appare allora come la dimostrazione testuale di questo assunto e la chiusura di un piccolo cerchio. Ma allora, nonostante si tratti di poesie visive, forse sarebbe più corretto parlarne come di “poesie per esecuzione”: il punto non è – o non dovrebbe essere – l’immagine che il testo crea, bensì come questa immagine, e il corpo fisico che la poesia assume nella lettura, siano il risultato finale di un progetto che, nel momento in cui viene licenziato, non avrebbe potuto assumere altra forma che la sua. Anzi, questa forma e questo corpo ribadiscono sé stessi, immodificati al netto di errori, ogni qualvolta vengono nuovamente riprodotti. E tuttavia, errori e mutazioni esistono, e mandano avanti la specie, biologica e testuale. Proiettare un futuro, il compito che forse ogni testo letterario si dà, significa allora ogni volta scardinare, per rimaneggiamento o per immissione di un imprevisto, la forma che l’esecuzione del linguaggio vorrebbe obbligata: rimasticarli, i testi, farne antologie, leggerli male e anche malissimo, e allora partorirci qualcosa. Dentro questo parto – e questa selezione -, però, la memoria di ciò che la forma è stata. […]

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