Anteprima editoriale | Michele Zaffarano | Power Pose

a cura di

Luigi Riccio

3–5 minuti

|

È in uscita per déclic la nuova edizione di Power Pose di Michele Zaffarano, inizialmente pubblicato per Il Verri nel 2017. Prende corpo così una ricerca editoriale sul linguaggio come potere già evidente nel Libro della natura e del continuo di Mario Corticelli: la power pose di Zaffarano è infatti la im-posizione – anche fisica – dell’autorità su di sé e su gli altri per mezzo del discorso. È la tematizzazione – anche materiale – del manipolatorio. Nei suoi schermi di autotutele, diversivi e omissioni l’io-potere – tutt’altro che monolitico – è chi costringe e chi è costretto: costringe chi legge al dubbio costante sulla verità delle sue parole (ambigue e raddoppiate in un libro letteralmente fruibile, e con notevoli differenze, anche aprendolo al contrario, senza che si possa sapere quale sia la versione originale); è costretto – dovendo inglobare in sé tutti i discorsi possibili – ad auto-manipolarsi, perdendo il possesso dello spazio comunicativo, assumendo una lingua e delle coordinate non proprie, tradotte, imboccate. Ma gli inciampi sono scappatoie e il discorso si ribalta. È così che il potere diventa passivo nei confronti di una lettura attiva – di una prassi – in grado di stanare le censure: «ruotare è sano». Vi presentiamo – in anteprima editoriale – alcuni estratti di una di queste versioni.

Il ritratto in copertina è di Dino Ignani.




da Power Pose (déclic edizioni, 2024)


Sono nella conoscenza del fatto

che è necessario

che io esprimo i miei sentimenti

nella forma adeguata

che io esprimo loro

allo scopo che tengo sotto controllo

tutti i complessi che mi passano

dentro di me

allo scopo che io non complesso

anche i momenti della vita semplice

i momenti della vita passata

nella semplicità

spesso senza i dubbi.


+++

So la maniera allo scopo della gestione

dei rapporti interpersonali di me

imparo con la pratica

miglioro con la pratica

possiedo il comportamento

della partecipazione

possiedo l’atteggiamento

della responsabilità

della fiducia verso di me me

possiedo la partecipazione

della fiducia verso gli altri da me

affermo i miei diritti di me

riconosco i diritti

anche degli altri da me

non affermo il giudizio

sopra le situazioni

non affermo il giudizio

sopra le persone

comunico

nella maniera della chiarezza

nella maniera del direttamente

nella maniera del non aggressivo.


+++

[…] gli atteggiamenti dell’autoritarismo

basano sé nella tradizione

faccio la conversazione

nella maniera della rassicurazione

del rilassamento

esprimo

condivido le opinioni

condivido le emozioni

condivido le esperienze

affronto le seccature

affronto i conflitti

affronto lo stress.


+++

[…] la mia comunicazione nell’assertività

non possiede

l’atteggiamento della censura

il mio atteggiamento

non fa l’uso degli stereotipi

non fa l’uso dei pregiudizi

sono capace che comunico

i miei sentimenti

nella maniera della chiarezza

nella maniera del direttamente

nella maniera della non minaccia

nella maniera della non aggressione

sono gli elementi compongono

il mio atteggiamento di me

nell’assertività.


+++

A volte

quando lui chi mi sta parlando

cerca che cambio

l’opinione di me

quando lui chi mi sta parlando

cerca che manipola di me

io faccio il ricorso

alle tecniche efficaci

per la difesa

nella comunicazione

la tecnica

che faccio l’uso

per la difesa

nella comunicazione

consiste che ripeto

più volte

il mio punto di vista

senza che cambio le parole

senza che cambio il tono

delle parole

tale tecnica

per la difesa

nella comunicazione

consiste che scelgo

che faccio l’uso

nella maniera ossessiva

della frase breve

delle parole di me

senza tenere conto

delle parole che dice

lui chi mi sta parlando […]

non sono nell’incoraggiare il dialogo

non sono nella paura

del silenzio.


+++

Altre volte

quando lui chi parla

cerca che ce l’ha vinta

per la forza su di me

quando cerca che ha ragione

a tutti i costi di me

io faccio ricorso

all’altra tecnica ancora

[…] consiste che io parlo

che dico le parole

poi dico le altre parole

come se sto creando

soltanto l’effetto come il fumo

[…] con le parole che dico

come se sono il fumo

faccio l’impedimento a lui

chi mi sta parlando

che lui tocca le questioni

le voglio tenere

nel nascondimento.


Michele Zaffarano (1970). Traduttore dal francese (Baudelaire, Ducasse, Flaubert, Gleize, Hocquard, Mallarmé, Paulhan, Ponge, Quintane, Tarkos). Fondatore del sito grammm.org. Direttore delle collane ChapBooks, UltraChapBooks, Gli alberi (Tic) e Manufatti poetici (Zacinto). Redattore della rivista francese Nioques. Autore di Wunderkammer (in Prosa in prosa, Le Lettere, 2009/Tic, 2020), Cinque testi tra cui gli alberi (più uno) (Benway Series, 2013), Paragrafi sull’armonia (ikonaLíber, 2014), Todestrieb (Arcipelago, 2015), La vita, la teoria e le buche (Oèdipus, 2015), Sommario dei luoghi comuni (Aragno, 2019), Istruzioni politico-morali ([dia•foria, 2021), Poesie per giovani adulti (Scalpendi, 2022), Tre movimenti e una stasi (Tic, 2024).



Risposta

  1. […] Interferenze di Sandra Branca si conclude – per adesso – il nostro discorso sulla ricerca editoriale iniziata da déclic attorno al linguaggio come potere. Per paradosso, lo […]

Rispondi

Scopri di più da Inverso - Giornale di poesia

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere