Giovanna Rosadini | Inediti

a cura di

Giovanna Frene

2–3 minuti

|

Tre poesie inedite di Giovanna Rosadini, che segnano un nuovo passo nel suo stile poetico.
La fotografia è di Dino Ignani



Spostamenti #153

Rubrica di poesie, parole sulle poesie e parole sulle parole



*

Le cose non esistono più, ma sono accadute per sempre


C’è un guasto oltre il lampo che ci percorre, 

anime trascolorate nel silenzio che ritorna.

C’è un dire che si ripercuote nel vuoto, 

un sentire vivi i giorni addosso. Arma 

riposta in attesa dell’ora, quella giusta 

che arriva, nel segno indelebile lasciato 

dall’orma: il sangue rappreso 

                                                       di tutte le guerre 




Testamento del soldato

È per destino che passo di qui:
passo portando il peso di una voce,
amando moltitudini sapendo
che quella voce non è mia.

Cristiano Poletti



Non si pensa la morte a vent’anni
a meno che non si rovesci su se stesso
il tempo ordinario dei giorni, rivelando
l’asciutta sembianza di un grido.
Allora si parte, si deve, fibra dolente
di un corpo più grande, nel baratro
scosceso del colpo inferto, dell’aperta
ferita, dello scempio ricevuto.
Fronteggiando lo spavento per
l’inaspettato che si manifesta,
il ritrovarsi dentro un rombo
che non lascia scelta, nel grumo
di un malessere senza nome,
il mondo scollato dal suo consueto
significare, la possibilità di non agire…

“Se il cielo dovesse inabissarsi
e prendermi nel soffio del suo respiro
vi parlerò dalle brulle distese di silenzio
per ricordarvi di toccare il senso pieno
delle cose – mentre accadono, la gioia
per la nascita, l’intreccio amoroso dei
corpi che la precede, lo stupore
di ritrovarsi fuori di sé nell’altro, la
luminosa nudità di coloro che
si riconoscono, il miracolo dello
sguardo che fa esistere la bellezza
del mondo, la fiamma del tramonto
e la parola che nominando l’alba
fa nascere il giorno, sul profilo
dell’orizzonte. La calma potenza
del fiore che sboccia, del ramo
che si allunga. Il mistero ancestrale
degli oceani, e il remoto delle stelle”.




Madri in guerra

A Rachel Goldberg-Polin e le altre



Difficile speranza nel tempo
in cui l’oscurità ruggisce e l’anima
cola a picco nella nera vertigine
di un tempo che più non si dà,
rastremato dall’inverosimile
che si è manifestato, l’estinzione
del senso che le cose hanno avuto,
la scomparsa del mondo che è stato –
lo sguardo limpido di chi l’ha animato
















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