traduzione e introduzione di Ilaria Giovinazzo
da Forests, Temples, Glacial Rivers (Empty Bowl Press, Chimacum, Washington, 2024)
Negli anni ’50 esplodeva in America il movimento Beat: un gruppo di ragazzi aveva iniziato a rivoluzionare il concetto stesso di poesia e di letteratura che l’America aveva conosciuto fino a quel momento. Tutto ebbe inizio nel 1955, quando sei poeti declamarono le loro poesie alla Six Gallery di San Francisco. Allen Ginsberg lesse il suo Urlo e fu chiaro a tutti che qualcosa di pazzesco era appena accaduto. Come fu con Whitman e Thoureau qualche secolo prima, e sulla loro scia, una vera e propria rivoluzione era in atto.
Andrew Schelling non poté assistere a quegli storici inizi, poiché nacque esattamente in quegli anni. Aveva vent’anni negli anni Settanta, quando Ginsberg, Anne Waldman (cara amica e collega con cui ha collaborato diverse volte) e molti altri, recitavano le loro poesie in giro per l’America e scrivevano una pagina fondamentale della storia e della letteratura americana. 1 Come in parte anche la Waldman, Schelling appartiene infatti ai cosiddetti beat di seconda generazione, che hanno ereditato dai primi la medesima spinta a scardinare ciò che la letteratura e la poesia erano state prima di loro, subendo influssi dal jazz, dalle filosofie orientali ma anche dal teatro e dal nascente movimento ecologista che poi sfocerà nel movimento hippie. Politica, spiritualità ed ecologismo fusi in un’unica enorme onda.
Schelling nasce nel 1953 a Washington D.C. ma cresce a Lexington, in Massachussets, fino a quando nel 1973 si trasferisce nella California Settentrionale dove esplorerà le regioni selvagge della costa e della Sierra Nevada e studierà sanscrito e letteratura asiatica alla Berkley University, appassionandosi al buddhismo zen.
Nel 1990 si trasferisce in Colorado per insegnare alla Naropa University, dove tuttora insegna poesia e sanscrito. La Naropa University di Boulder è un nodo centrale della storia beat – come lo è d’altra parte il buddhismo – attorno al quale ruotarono molti dei poeti di quella generazione. La scuola di poesia del Naropa Institute, la Jack Kerouac School of Disembodied Poetics fu fondata proprio da Ginsberg e dalla Waldman nel 1974 e Schelling ne è stato presidente dal 1993 al 1996. 2

Sono entrata in contatto con Andrew mentre facevo alcune mie ricerche sulle poetesse mistiche indiane – e forse, come dice anche Andrew, perché il caso non esiste – e abbiamo iniziato una piacevole e curiosa corrispondenza, in cui la poesia si intreccia inevitabilmente con i nostri altri amori, tra cui la spiritualità orientale.
Schelling oltre ad essere poeta è infatti anche traduttore e nel 1992 ha ricevuto l’Harold Morton Landon Translation Award dall’Academy of American Poets per Dropping the Bow: Poems of Ancient India (Broken Moon Press, 1991). I suoi volumi di traduzione includono anche For Love of the Dark One: Songs of Mirabai (Shambhala Publishers, 1993) e The Cane Groves of Narmada River: Erotic Poems of Old India (City Light Books, 1998).
Le raccolte poetiche invece includono A Possible Bag (Singing Horse Press, 2013), From the Arapaho Songbook (La Alameda Press, 2011), Old Tale Road (Empty Bowl Press, 2008), Tea Shack Interior: New & Selected Poetry (Talisman House, 2002), The Road to Ocosingo (Smokeproof Press, 1998) e Old Growth: Poems and Notebooks 1986-1994 (Rodent Press, 1995). È anche autore di Wild Form, Savage Grammar: Poetry, Ecology, Asia (La Alameda Press, 2003). Sono di recente usciti due suoi nuovi libri, una nuova edizione di Songs of Mirabai (poetessa indiana del XVI secolo) e una raccolta di poesie, Forests, Temples, Glacial Rivers.
Ho chiesto ad Andrew di mandarmi alcune poesie della sua ultima raccolta, che qui vi presentiamo tradotte dalla sottoscritta. Come vedrete, in questi testi c’è tutto, l’afflato beat si unisce alla profondità dello spirito orientale, alla visione della natura – intesa come la intendeva Thoureau nel Walden (senza dimenticare che questa sua visione era la stessa di Emerson e di tutta la corrente filosofica del Trascendentalismo).

Vorrei ribadire e sottolineare infine come sia impossibile scindere il forte influsso che il buddhismo – e l’Oriente in generale – hanno avuto su questa generazione di poeti, dalle loro poesie; partendo da Ginsberg stesso a Gary Snyder ad Alan Watts, alla stessa Waldman (senza dimenticare i romanzieri come Burroughs e Kerouac). Schelling, come anche Snyder, ha scelto la via interiore, quella in cui la rivoluzione avviene prima dentro di noi e la poesia è un atto sacro. Come dice la Waldman in un’intervista: “Molti dei grandi maestri buddisti erano anche poeti. La parola era un’attività sacra. […] Nello stile poetico indiano e tibetano doha, ci sono canti di realizzazione strutturati come sestine, con immagini ricorrenti. Questi provengono dalla tradizione poetica sanscrita, che è sensuale, lussureggiante e tantrica, con una spontaneità tremenda e la libertà di esprimere gioia e contraddizione. Andrew Schelling e io abbiamo recentemente tradotto alcuni dei canti dei monaci e delle monache nel canone Pali. In Songs of the Sons and Daughters of Buddha, lavoriamo con le voci dei mendicanti erranti, che vivono “sulla strada”, dormendo nei campi, nelle foreste, nei parchi cittadini e nelle grotte. […] Quel gioco tremolante costante, quello che viene chiamato saggezza co-emergente, è il grande insegnamento. Come poeti cantiamo e danziamo l’ambiguità di “entrambi, entrambi”, samsara e nirvana allo stesso tempo, tutto il tempo. 3
Dunque non posso che augurarvi buona lettura, sperando di aver mantenuto nella traduzione la stessa freschezza e forza spirituale della versione originale.
1 https://www.elle.com/it/magazine/storie-di-donne/a26139223/poetesse-beat-generation-anne-waldman-ame/
2 https://library.chogyamtrungpa.com/poetry-and-poetics-at-naropa-institute
3 Dal numero della primavera 1997 di Inquiring Mind (Vol. 13, No. 2)
Forests, Temples, Glacial Rivers
NEW MORNING, CEDAR MESA
Night came fast,
you can’t believe how cold the curtained dark.
We reach camp 5:00 pm the snakeweed
already brittle—
the elements, heigh ho the elements,
the metaphysics bare when you have ten minutes
or less to get the twisted
juniper branches lit.
Night has its needs—
sleeping bag, foam pad, the Durango
cowboy blanket with cochineal band.
Yeats says the four-beat ballad
got thrust aside by pentameter
a curtain of dark,
igneous rock forced the laccolith & poetry—?
poetry went somewhere else
lost its heigh ho
under a slag of too much thought.
Fire, stone, sun, ice, wind,
the elements.
Tell me your dream my blue-eyed love
does it double my own
torn sleep?
Through camp a coyote
heigh ho’d past the Marmot tent
paw-track
red clay imprint in the wash.
Do you my love
study the cottonwood or stars,
and wake to the raw elements?
Here greet sun at daybreak. Kindle fire for bacon.
Coffee as the block ice melts.
Your gentle limbs sustain me, out there—
the wind and the rain
a thousand
jagged mountains west.
(2022)
NUOVO MATTINO, CEDAR MESA
La notte è arrivata in fretta,
non puoi immaginare quanto faccia freddo nella tenda buia.
Raggiungiamo il campo alle 5:00 del pomeriggio gli steli dell’erba serpentina
già fragili —
gli elementi, evviva gli elementi,
la metafisica serve a poco quando hai dieci minuti
o anche meno per accendere
i rami contorti di ginepro.
La notte ha le sue necessità —
sacco a pelo, materassino di gommapiuma, la coperta da cowboy
Durango con fascia di cocciniglia.
Yeats dice che la ballata in quattro tempi
è stata messa da parte dal pentametro
una cortina di tenebre,
roccia lignea forzata da laccolite & poesia —?
la poesia se n’è andata altrove
ha perso i suoi evviva
sotto scorie di troppi pensieri.
Fuoco, pietra, sole, ghiaccio, vento,
gli elementi.
Raccontami il tuo sogno, amore mio dagli occhi azzurri,
fa il paio col mio sonno inquieto?
Attraverso l'accampamento un coyote
ha salutato oltre la tenda della Marmotta
orme di zampe
impronte di argilla rossa sono venute a galla.
Amore mio
studi il pioppo o le stelle,
e ti risvegli agli elementi grezzi?
Qui saluti il sole al risveglio. Accendi il fuoco per il bacon.
Il caffè mentre il blocco di ghiaccio si scioglie.
Le tue membra delicate mi sostengono, là fuori -
il vento e la pioggia
e un migliaio
di montagne frastagliate a ovest.
FOR A SCOTTISH MINIMALIST AT THE ANTONINE
WALL
This unmortared rock wall seals
a Roman battalion off from the shaggy
tribal people north
a fur & feather-clad people
a leather and flint arrow people
listen to the rough throaty gibberish of their songs
their war-paint scares the boyish
conscripts
far from their homeland
far from Rome & the vineyards
from wine which gives you a moment of courage
the girls with mouthsize breasts
thighs smelling of almond oil
Today tiny poems get swapped
coins of friendship
at a place iron arrows bristled under the blue
fog, moon, & stench of fear
It seems impossible that a poem
can withstand lithium, cobalt
plutonium or facebook
new chemicals drip into the sea & soil
Is there a chance poems might slip a gap—?
gap a fence or burrow under the rock
It is told in my country how
Coyote found out the secret of fences—
bob-wire let him through
a tuft of blue fur (you gotta look close) on the razor barb
he barked & it let him through
I like to believe Coyote
like these funny mangled poems of ours
outlasts petrochemicals & concrete
rises above the cold compounds of nature
that decay & disappear
but no way we live
standing on these old stone ramparts
no way we live long enough
to raise a friendly hand
to be sure.
PER UN MINIMALISTA SCOZZESE AL MURO
ANTONINO
Questo muro di roccia senza malta divide
un battaglione Romano dal peloso popolo
tribale del nord
un popolo vestito di pelliccia e piume
un popolo di cuoio e frecce di selce
ascolta il ruvido gergo gutturale delle loro canzoni
le loro pitture di guerra spaventano le giovani reclute
lontane dalla loro patria
lontane da Roma e dai vigneti
dal vino che ti dà un momento di coraggio
dalle ragazze con seni grandi come una bocca
cosce che odorano di olio di mandorle
Oggi si scambiano piccole poesie
monete di amicizia
nel luogo in cui frecce di ferro si sono alzate contro
la nebbia azzurra, la luna & il tanfo della paura
Sembra impossibile che una poesia
possa resistere al litio, al cobalto
al plutonio o a Facebook
nuove sostanze chimiche gocciolano nel mare & nel suolo
C'è la possibilità che le poesie possano scivolare in un varco —?
aprire una recinzione o scavare una tana sotto la roccia
Nel mio paese si racconta di come
Coyote abbia scoperto il segreto delle recinzioni:
il filo spinato lo lascia passare
un ciuffo di pelo blu (devi guardare con attenzione) sulla punta del rasoio
ha abbaiato & quello lo ha fatto passare
Mi piace credere che Coyote
come queste nostre divertenti poesie imperfette
sopravviva ai prodotti petrolchimici & al cemento
elevandosi al di sopra dei freddi composti della natura
che decadono & scompaiono
ma non c'è modo di restare
in piedi su questi vecchi bastioni di pietra
non c'è la possibilità di vivere abbastanza a lungo
per alzare una mano amica
ed esserne certi.
THE ROCK ART AT CEDAR MESA
Last night I watched a blood moon lift
over the mesa pines
then slept on red dirt near
the spring
You turned across
me in dream
loose brush of
rust brown curls over my chest
just north the Bears Ears buttes
juniper pitch gleaming in moon glare
we clattered down
pour-off gulches into
a world of mud-brick ruins,
handprints, spirals,
half-human figures,
masks on rock
Long yellow cliffside waves
lift, swell, hesitate, lift again
through strata of Navajo sandstone
much like the rhythm you danced
to an old record
you quicker though, more animal like
Now you turn under this huge splash of stars
which rotate cold & blue by the Pole Star
& tug at your jeans
teeth green with embedded
turquoise
from desert herbs, you say
taken for healing.
your body arches towards my mouth
raw and trembling.
Six years have gone by,
dust devils on a land of bare rock
and I can’t tell,
did you return for one
last kiss
or is this
just a sequence of images, a rock art panel
of the mind.
24 May 2021
L’ARTE RUPESTRE A CEDAR MESA
La scorsa notte ho visto una luna di sangue sollevarsi
Oltre i pini della mesa
poi ho dormito sulla terra rossa vicino
alla sorgente
Mi hai voltato le spalle
in sogno
pennellate sciolte di
riccioli color ruggine sul mio petto
appena a nord delle colline di Bears Ears
pece di ginepro brillava al bagliore della luna
siamo scesi rumorosamente
in burroni traboccanti
in un mondo di rovine di mattoni di fango,
impronte di mani, spirali,
figure semi-umane,
maschere sulla roccia
Lunghe onde gialle sulla scogliera
si sollevano, si gonfiano, esitano, si sollevano ancora
attraverso strati di arenaria Navajo
molto simili al ritmo che ballasti
su un vecchio disco
tu più veloce però, più simile a un animale
Ora ti giri sotto questa enorme spruzzata di stelle
che ruotano fredde & blu accanto alla Stella Polare
& tiri via i jeans
denti verdi con turchese
incastonato
da erbe del deserto, dici
raccolte per curare.
il tuo corpo si inarca verso la mia bocca
crudo e tremante.
Sono passati sei anni,
demoni di polvere su una terra di roccia nuda
e non so dire,
se sei tornata per un
ultimo bacio
o se è solo
una sequenza di immagini, una pittura rupestre
della mente.
24 Maggio 2021
“DID YOU LOOK BACK, O PRAJNAPARAMITA”
after a poem by P.L. Travers
There she stands
Prajñāpāramitā, her slight
lopsided smile
like the pale moon
how many people, animals, ghosts
has she fooled?
Now is it my turn?
bare feet on hard young granite
the Trans-Himalaya just being
born in her toes
and all geology leads to this moment?
the River Zanskar
her rock gown spills dizzily
into turquoise silt
what am I but a wind-scraped
road-beaten bus bound for Alchi
*
On the wall it’s her again
green & cool
one hand lifts the old book
the riddle you can’t solve—
go halfway round the earth
to get nowhere
check the notebook for clues
this shore the other shore all that’s just
raven talk
ka-rohk ka-rohk
the human mind squints
at the night sky
star star
empty
star
right through till morning.
Notebook, January 2007
Indus Valley, Ladakh
NOTE:
Prajnaparamita (Sanskrit, Prajñā-pāramitā). The Perfection of Wisdom. Buddhists regard the Perfection of Wisdom as a state of mind; in early centuries she took many names, including “Mother of Buddhas” and “Womb of the Bodhisattva.” A twelfth century Indo-Himalayan painting on a temple wall at Alchi, Ladakh, shows her holding a book in one of four hands. She is as green as malachite. The title of this poem was used for a poem by Pamela Lyndon (PL) Travers, who wrote Mary Poppins. A yogini of the twentieth century, Travers studied with Carl Jung and G.I. Gurdjieff, knew W.B. Yeats and AE, wrote erotic poems, and composed Buddhist-inspired poetry.
“TI SEI GUARDATA INDIETRO, O PRAJNAPARAMITA”
da una poesia di P.L. Travers
Eccola lì in piedi
Prajñāpāramitā, il suo leggero
sorriso sbilenco
come la pallida luna
quante persone, animali, fantasmi
ha ingannato?
Ora è il mio turno?
a piedi nudi sul granito giovane e duro
il Trans-Himalaya sta appena
nascendo nelle sue dita
e tutta la geologia porta a questo momento?
il fiume Zanskar
il suo abito di roccia si riversa vertiginosamente
nel sediment turchese
cosa sono se non un autobus malconcio e
raschiato dal vento diretto ad Alchi
*
Sul muro è di nuovo lei
verde e fresca
una mano solleva il vecchio libro
l'enigma che non puoi risolvere -
fai metà giro della terra
per non arrivare in nessun luogo
controlla il notebook per trovare indizi
questa sponda l'altra sponda è solo
il linguaggio del corvo
ka-rohk ka-rohk
la mente umana strizza un occhio
al cielo notturno
stella stella
vuoto
stella
fino al mattino.
Notebook, January 2007
Indus Valley, Ladakh
NOTA:
Prajnaparamita (sanscrito, Prajñā-pāramitā). La Perfezione della Saggezza. I buddisti considerano la Perfezione della Saggezza uno stato mentale; nei primi secoli assunse molti nomi, tra cui "Madre dei Buddha" e "Grembo del Bodhisattva". Un dipinto indo-himalayano del XII secolo su un muro del tempio ad Alchi, Ladakh, la mostra mentre tiene un libro in una delle quattro mani. È verde come la malachite. Il titolo di questa poesia è stato utilizzato per una poesia di Pamela Lyndon (PL) Travers, che ha scritto Mary Poppins. Yogini del XX secolo, Travers ha studiato con Carl Jung e G.I. Gurdjieff, ha conosciuto W.B. Yeats e AE, ha scritto poesie erotiche e composto poesie di ispirazione buddista.









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