Una poesia inedita di Martino Baldi.
Spostamenti #166
Rubrica di poesie, parole sulle poesie e parole sulle parole
Voi che vivete sicuri
Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
pensate che domani
se un matto qualsiasi decidesse
di occupare il vostro piccolo paese
e sequestrare tutti i nati nel ‘70
o tutti quelli coi capelli rossi
o tutti quelli battezzati Andrea
o quelli che nel tema della maturità
nel 1990 o nel 2000
o un anno a caso a vostro piacimento
hanno scritto un pensiero antifascista
o antirusso o antiamericano
o antimarziano (che tanto a decidere
è soltanto il gioco della sorte),
o magari proprio voi e i vostri figli,
giusto perché gli state sui coglioni
(e probabilmente a ragione),
e tutta questa gente (o voi)
sparisse così senza un motivo
senza un processo, senza
nemmeno un bigliettino,
un Post It lasciato sulla porta;
se si riempissero prigioni
si svuotassero tribunali
(“tanto son tutti corrotti”)
si chiudessero redazioni
(ma certo non gli stadi
non certo le spa e i ristoranti),
se alla TV dietro uno stronzo col cappello
tra mille nudi ammassati come polli
vedeste comparire il vostro di fratello
(mi scuserete, vi prego, il congiuntivo)
se tra i centomila licenziati con un atto
firmato la mattina col caffè
ci fosse vostra figlia o vostra moglie;
se un altro matto ancora dicesse che gli serve
per motivi di sicurezza secretata
la vostra cazzo di seconda casa
a Forte dei Marmi, a Otranto o a Cortina,
ma anche fosse la prima,
unica, misera e sfasciata:
un bilocale a San Basilio o un sottoscala
a Cornigliano, un loculo a Le Piagge,
e intanto alla TV il vostro presidente
splendido e sorridente
vi mostri il pollicione o l’aria un po’ stupita
e dica “le solite stronzate
luride e illiberali dei sinistri”,
e milioni di tweet col medio alzato:
“l’avete in culo stavolta, comunisti”,
a voi che avete al massimo
votato una volta il Partito Radicale,
ma anche questo non vale,
e potrei continuare per centomila versi
ma tanto fa, ci siamo già capiti;
ecco, voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case
piene di schermi e di telefonini
considerate questi tempi meschini
considerate l’Ucraina o la Groenlandia
considerate Gaza o l’Ungheria,
o un altro posto che ignoriamo ove sia,
tipo il Canale di Panama o Tbilisi,
considerate quello
in cui state permettendo
ormai da troppi giorni
che il mondo si trasformi
coi vostri voti e like a volti idioti,
o, al meglio, con la vostra merdosa indifferenza,
considerate tutto e dite:
pensate che qualcuno,
se domani accadesse,
si farà trovare con gli scudi alzati
per noi, per voi e per i vostri nati?









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