Cinque poesie dal nuovo libro di Veronica Chiossi, Il coltello sul vassoio (Molesini Editore Venezia 2025)
Spostamenti #169
Rubrica di poesie, parole sulle poesie e parole sulle parole
*
Splende il sole sugli avanzi di ieri
sui gusci rotti sulla tovaglia
Splende su Gente di Dublino
sul tuo articolo sui CCCP
Splende la piega del tuo corpo
sul grembiule sporco di farina
Splende il lato destro del letto
liscio, intatto.
06-03-2021
*
La donna allo specchio
mi aveva dato tregua,
ora di nuovo mi guarda
come un’estranea
Il rasoio degli occhi
la pelle opaca
le cave di carne
le braccia ossute
un continente di nervi,
sangue e tessuti.
Sottile bava di vetro,
il corpo è fragile, trasparente,
si rompe come una promessa.
28-07-2021
D’estate le donne sono gole
I
D’estate le donne sono gole
si sfilano il freddo di dosso
danno la pelle al sole
l’estate è un manto
di gambe e di senisu cui rotolare,
il tuo caldissimo pane.
II
Mi prendi le mani e all’unisono
in case che non sono questa
altri sorrisi si scuciono
vestiti si sbottonano
reggiseni si sganciano
schiene si arcuano
bocche si fanno O.
III
L’uomo, perché adesso è un uomo
prova a muoversi nel letto
si irrigidisce per un istante,
la schiena ingobbita ma neanche un sorriso
di mesta indulgenza
per il passo falso
su una salita inaspettata
Ha l’irruenza di un colibrì
sbatte forte le ali a vuoto
Certo, l’arte oratoria
è il miglior preliminare al mondo,
compensa la mancanza
Ma poi, che ci diciamo?
Si difende-offende
«Della biancheria sexy
non me ne frega niente,
quel che conta è la sostanza».
Gli guardo i calzini verdi,
ho freddo, ci alziamo
le pantofole del Milan
nascoste sotto il divano.
Lockdown a Mestre in terrazza
Mutande bianche extralarge
vicarie degli uomini al sole
orti umani su balconi lontani
volti sfuocati, piante di carne
si corre in tondo in cortile
come criceti in tute di vinile
la quiete è solcata appena
da qualche lontana sirena
dal rombo di carrello armato
verso il supermercato
un alito algale sfiora
edilizia e periferie popolari
e viola l’ultimo d.P.C.M.
Nell’aria una finta,
flemmatica pace.
*
Lui porta una torcia al buio
nella caverna della mia anima
mi mostra il graffito
prezioso e antico
inciso sulla parete
(io non sapevo ci fosse)
poi lo legge
e lo decifra.
BIO
Veronica Chiossi (Venezia 1979) si è laureata a Ca’ Foscari in Traduzione e Interpretazione con una tesi sull’opera di Federico García Lorca. Nel 2005 comincia a tradurre film e sceneggiature. Si trasferisce negli Stati Uniti, dove lavora come traduttrice e copywriter presso Apple e Bloomberg LP. Nel 2017 è ammessa al prestigioso Master for the Arts in Creative Writing della New York University. Ha tradotto Suzanne Lummis per il collettivo Le Ortique, di cui è una delle fondatrici. Ha pubblicato la raccolta poetica bilingue Candeggina (Ensemble, 2019) che nel 2020 ha vinto il Contropremio Carver per la Poesia.









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