Sotirios Pastakas | Sull’apprendistato nell’arte

3–4 minuti

|

traduzione di Maria Allo in collaborazione con Sotirios Pastakas
da Guida di sopravvivenza per giovani scrittori (Apópeira, 2018)


IL SEGRETARIO DI FOSCOLO

Chi era il segretario di Ugo Foscolo? E quello di James Joyce? E il segretario di Alberto Moravia? L’apprendistato nell’Arte è una condizione essenziale per la produzione di un’opera personale. Naturalmente, prima dell’istituzione delle scuole di scrittura creativa, secoli fa, gli aspiranti scrittori si formavano accanto a un maestro. Considero un grande onore che all’inizio della mia “carriera” abbia avuto maestri illuminati: Filippos Vlachos e Alkis Angelou (che incontrai, audace ventenne, il primo nella sua sede, nella tipografia “Keimena” in via Mavromichali, e il secondo nel suo splendido attico a Kolonaki, sopra l’Ospedale della Marina Militare, dove sua moglie mi offrì una ricca colazione ateniese).

Considero inoltre una grande fortuna che poco dopo, quando ero sergente-medico in un battaglione di indesiderati a Komotini, nel 513, Dinos Christianopoulos si prendesse la briga di rispondermi correggendo le prime poesie che gli inviavo. Lo considero un mio grande maestro, e i suoi commenti e consigli mi accompagnano per tutta la vita e la mia opera. Per questo non esito ad affermare di essere un poeta della “Scuola” di Salonicco.

L’apprendistato nell’Arte è dunque un beneficio per l’anima. Chi lo ignora è o uno sprovveduto o finge di esserlo. Le obiezioni si rivolgono ai “maestri”, ma scegliere il proprio maestro è una responsabilità personale. Lo garantiscono il massimo poeta greco Andreas Kalvos (segretario di Ugo Foscolo), Samuel Beckett (segretario di James Joyce) e Pier Paolo Pasolini (segretario di Alberto Moravia).


CHE FARE?

Il libro di V. I. Lenin è un’opera del comunismo scientifico, poiché si riferisce a leggi oggettive per il compimento del ruolo rivoluzionario della classe operaia. Da allora, la domanda viene posta da spiriti inquieti che studiano in generale gli impasse del presente e cercano soluzioni. È anche una delle domande fondamentali di tutti, senza eccezione, gli studenti dei corsi di scrittura creativa, non appena intuiscono che «tutto è già stato detto». E allora, noi cosa dobbiamo fare, maestro?

Primo: abbiamo il dovere scientifico di mantenere inestinta la fiamma della poesia, in una staffetta che non conosce interruzioni, fino a quando la raccoglierà l’Unico poeta che non è ancora nato. Tutti noi lavoriamo scientificamente per il prossimo a venire, che calcherà sui «già scritti» e li farà sembrare nuovi. Scriviamo dunque sopra ciò che è già stato scritto, ed è per questo che dobbiamo avere conoscenza di ciò che ci ha preceduti e preparare il terreno per il non ancora nato.

Secondo: poiché la periferia decade più lentamente del centro, per adempiere al ruolo rivoluzionario della classe degli scriventi, abbiamo il dovere e l’obbligo di abbandonare i grandi centri urbani e rifugiarci in piccoli paesini lontani da compagnie letterarie velenose e avvelenatrici. I poeti del Centro sono morti e non lo sanno.


SULL’APPRENDISTATO NELL’ARTE

Dimos (Demosthenis) Skoulakis studiò pittura, inizialmente con Spyros Papaloukas e per un breve periodo accanto a Fotis Kontoglou. Nel 1957 si reca per la prima volta a Parigi, dove stringe un’amicizia con Thanasis Tsigos. Nel 1958 torna in Grecia e inizia studi sistematici con Panos Sarafianos e Vrasidas Vlachopoulos. L’anno successivo entra nel corso preparatorio della Scuola Superiore di Belle Arti, con maestro Giorgos Mavroidis, e nel 1961 nei laboratori della Scuola con insegnante Yannis Moralis. Parallelamente frequenta anche il laboratorio di scenografia e decorazione di Vassilis Vassiliadis. Tornato in Europa nel 1969, vive e lavora successivamente a Parigi (accanto a Yannis Tsarouchis), poi a Londra e infine nell’ex Berlino Ovest.

Il musicista Leonidas Kavakos iniziò le lezioni di violino all’età di cinque anni con suo padre e proseguì gli studi al Conservatorio Ellenico con il professore Stelios Kafantaris. Completò i suoi studi post-laurea all’Università dell’Indiana, nella classe del professor Joseph Gingold, e nel 1984 fece la sua prima apparizione come solista al Festival di Atene.

Quello che è ovvio per pittori e musicisti – il menzionare i propri maestri – non vale nel campo della letteratura. Non esistono creature più ingrati e parricidi degli scrittori.


CONTINUA A LEGGERE



Rispondi

Scopri di più da Inverso - Giornale di poesia

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere