Maddalena Lotter | Non è la fine del mondo

a cura di

Giovanna Frene

2–3 minuti

|

Cinque poesie da Non è la fine del mondo di Maddalena Lotter (Mar dei Sargassi, 2025, collana Apnea diretta da Giuseppe Nibali, postfazione di Marco Malvestio).



Spostamenti #174

Rubrica di poesie, parole sulle poesie e parole sulle parole




Sub

La spedizione annotò alcune scoperte
nel giornale di bordo: un nuovo edificio
nel passato sprofondato in mare
e perlustrato poco prima dell’alba.
Il chiarore alle prime luci
rifletteva sulla sabbia del fondale,
pochi sussulti dal buio
di bolle e d’alghe.
Nella fabbrica sommersa dormivano
colonie argentee di animali.



Sub II

Infine l’hanno fatto davvero,
hanno ripreso gli spazi
calando scivolando
tra gli interstizi e le fessure
di tutti quei palazzi caduti nel mare

e le balene
più degli altri, immense
balene del futuro
galleggiano sole nel cuore
cavo di vecchi androni.


*

Fa freddo nel futuro.
Anemoni immensi
nei palazzi da tempo abbandonati
sul fondale, i muri si sgretolano
e il tanfo di pesce morto
tra le assi e l’architrave di queste
antiche residenze nel mare,

l’esploratore
emozionato si chiede
a cosa servivano certi oggetti
posati ancora sui tavoli infestati
da molluschi bioluminescenti

carcasse di metallo,
tecnologie in avanzato
stato di decomposizione
e tutti quei cavi
a scambiare messaggi
tra continenti

l’esploratore non vede l’ora
di riemergere,
di raccontare cosa ha trovato


*

Voler bene ai rover
come gli scienziati e i piloti
che li hanno mandati su Marte
in un ambiente incerto
e ostile
per anni a raccontare
di una terra rossa
promessa,
disincagliandoli dalle dune
e risvegliandoli dai freddi inverni
alle soglie di canyon assurdi
per la felicità suprema di esplorare.

Nessun uomo solo
ha mai sperimentato la vera
solitudine di Opportunity
mucchio di metalli fedele
alla causa fino a quando le luci
non si sono spente
e anche la macchina
perfino
la macchina
suscitando dispiacere
in un certo senso
è morta.



*

Ogni inizio sembrerà una fine a qualcuno.

Ovunque potesse la frana
franava
e le rocce cadevano sulla terra
lasciando solchi colossali,
donne e uomini correvano in mare
pensando di proteggere i figli.

Gli uomini che tutt’a un tratto
confidavano nel mondo,
si aspettavano di essere salvati

nobilmente invece, leoni e lupi
e le testuggini solenni
guardavano la terra sgretolarsi.




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