Ana Blandiana | Raccolto d’angeli

a cura di

Giovanna Frene

2–3 minuti

|

Cinque poesie di Ana Blandiana dal volume di selected poems “Raccolto d’angeli”, traduzione di Mauro Barindi (Capoversi Bompiani 2025).



Spostamenti #188

Rubrica di poesie, parole sulle poesie e parole sulle parole



Nevica


Nevica con ostilità,

con odio scende la neve

sulle acque raggelate d’odio,

sui frutteti fioriti dalla malvagità,

sugli uccelli incattiviti e coriacei.

Nevica come se così

dovesse cessare

la vita di questo popolo acquatico,

nevica con un accanimento

umano,

nevica veleno.

Chi se ne dovrebbe stupire?

Sono l’unica a sapere

che la neve

all’inizio era amore.

È tardi ormai

e nevica con disgusto,

e non mi viene null’altro in mente

se non aspettare

i lupi affamati

per offrirmi loro in pasto.



Misura


Il meglio e il peggio

non esistono.

Sono semplici chimere,

sogni senza misura

del bene e del male,

promesse

destinate a rimandare l’attimo

spaventoso

in cui potremmo scoprire

che né il bene né il male
esistono,

ma sono semplici chimere,

sogni senza misura

di certi altri ancor più insignificanti,

e ancor più ambigui

aggettivi.



Paesaggio


Si era fatta in me una luce
così potente
che mi vedevo da lontano
e io stessa vedevo
sotto la mia luce
fin oltre l’orizzonte
un mondo più bello
di quanto avessi immaginato,
una folla che lieve scivolava
in ogni direzione,
come su pattini o sopra un barbaglio d’acqua,
cantando felice “Sbrighiamoci,
sbrighiamoci,
finché c’è luce.”
Ma la luce ero io,

che illuminavo fino all’estremità trasparente della terra
in cerca di un luogo
dove essere abbastanza sola
per spegnermi.



Il tutto


Essere né uomo né donna,
né vecchio né bambino,

né pietra né albero,
né acqua né fuoco.
Essere tutto – essere il tutto.
Io e te, luce non-divisa
che reinventa il dio
capace di generare vita da solo.



I significati


I significati
simili a pietre ricoperte da un mare
variamente colorato
dalle fuggevoli
ore del giorno, del secolo.
I significati immobili,
per metà sepolti nella sabbia
solo l’acqua ne fa ondeggiare le linee,
tornendole,
spezzandole,
dando loro un aspetto
sempre mutevole,
tanto che io altro non vedo se non
il flusso e il riflusso di taluni sensi
riverberati sull’onda subdola,
eternamente crudele
nel suo andirivieni
sulle rocce fonde,
flusso e riflusso di taluni sensi
che ascoltano
le domande, ma non
chi e cosa risponde.



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