Cinque poesie con testo a fronte da Blaise Cendrars, Kodak (Interno Poesia 2026), a cura di Mia Lecomte.
Spostamenti #220
Rubrica di poesie, parole sulle poesie e parole sulle parole
“L’intera vita-scrittura di Blaise Cendrars è una mirabolante arte della fuga: «Quando si ama si deve partire», il celebre verso della raccolta poetica Feuilles de route. Fuga dall’elvetico Canton Neuchâtel di nascita e dalla famiglia, prima di tutto, andando a gonfiare la schiera di quegli “svizzeri d’altrove”, esuli “bourlinguers” come Charles-Albert Cingria, Anne-Marie Schwarzenbach o Nicolas Bouvier. Verso la Russia della prima giovinezza, con i moti rivoluzionari e i circuiti fantastico-biografici della Transiberiana; e la Parigi delle avanguardie fra le due guerre, toccate e presto rinnegate, a cui Cendrars dovrà la celebrità e il legame di amicizia e collaborazione con alcuni scrittori e poeti – Apollinaire in particolare, e poi Cocteau – e con molteplici pittori e musicisti: Modigliani, Léger, Picabia, Milhaud, Satie, Stravinskij…; le due guerre mondiali: volontario nella legione straniera della prima – che gli varrà la naturalizzazione francese ma anche la perdita del braccio destro – e reporter per il governo britannico nella seconda; e New York, il Brasile, Hollywood… sempre mantenendo la Francia – Parigi e il Sud, in dialogo con gli autori e artisti che vi risiedono – come direzione, fulcro magnetico del ritorno, soprattutto in virtù della lingua di scrittura, unico luogo-realtà del perpetuo esilio da se stesso e dalle proprie circostanze.” (dalla prefazione di Mia Lecomte)
I – Roof garden
Pendant des semaines les ascenseurs ont hissé hissé des caisses des caisses de terre végétale
Enfin
À force d’argent et de patience
Des bosquets s’épanouissent
Des pelouses d’un vert tendre
Une source vive jaillit entre les rhododendrons et les camélias
Au sommet de l’édifice l’édifice de briques et d’acier
Le soir
Les waiters graves comme des diplomates vêtus de blanc se penchent sur le gouffre de la ville
Et les massifs s’éclairent d’un million de petites lampes versicolores
Je crois Madame murmura le jeune homme d’une voix vibrante de passion contenue
Je crois que nous serons admirablement ici
Et d’un large geste il montrait la large mer
Le va-et-vient
Les fanaux des navires géants
La géante statue de la Liberté
Et l’énorme panorama de la ville coupée de ténèbres perpendiculaires et de lumières crues
Le vieux savant et les deux milliardaires sont seuls sur la terrasse
Magnifique jardin
Massifs de fleurs
Ciel étoilé
Les trois vieillards demeurent silencieux prêtent l’oreille
au bruit des rires et des voix joyeuses qui montent des fenêtres illuminées
Et à la chanson murmurée de la mer qui s’enchaîne au gramophone
I – Roof garden
Per settimane gli ascensori hanno issato e issato casse e casse di terriccio
Finalmente
A furia di soldi e pazienza
Lussureggiano boschetti
Prati d’un verde tenero
Una viva sorgente zampilla tra rododendri e camelie
In cima all’edificio l’edificio di mattoni e acciaio
La sera
Waiters in bianco solenni come diplomatici si sporgono sull’abisso della città
E i cespugli si accendono di migliaia di lampadine multicolori
Credo Signora ha bisbigliato il giovanotto con voce vibrante di contenuta passione
Credo che staremo meravigliosamente qui
E con ampio gesto mostrava l’ampia marina
Il via vai
I fanali delle navi gigantesche
La gigantesca Statua della Libertà
E l’immenso panorama della città tagliata da tenebre perpendicolari e da luci crude
Il vecchio scienziato e i due miliardari sono soli sulla terrazza
Magnifico giardino
Cinte di fiori
Cielo stellato
I tre vecchi in silenzio ascoltano le risa e le voci gioiose che salgono dalle finestre illuminate
E la canzone mormorante del mare allacciata al grammofono
II – Sur l’Hudson
Le canot électrique glisse sans bruit entre les nombreux
navires ancrés dans l’immense estuaire et qui battent pavillon de toutes les nations du monde
Les grands clippers chargés de bois et venus du Canada
ferlaient leurs voiles géantes
Les paquebots de fer lançaient des torrents de fumée noire
Un peuple de dockers appartenant à toutes les races du globe
s’affairait dans le tapage des sirènes à vapeur et les sifflets des usines et des trains
L’élégante embarcation est entièrement en bois de teck
Au centre se dresse une sorte de cabine assez semblable à celle des gondoles vénitiennes
II –Sull’Hudson
La lancia elettrica scivola senza suono tra le numerose navi
ancorate nell’immenso estuario battenti bandiera di ogni nazione al mondo
I grandi vascelli carichi di legna dal Canada
ripiegavano le vele immense
Il piroscafo di ferro lanciava torrenti di fumo nero
Un popolo di portuali di tutte le razze del globo si
affaccendava tra il clamore delle sirene a vapore e il fischio delle fabbriche e dei treni
L’elegante imbarcazione è interamente in teck
Al centro si alza una sorta di cabina molto simile a quella delle gondole veneziane
[da West]
II – Dorypha
Les jours de fête
Quand les indiens et les vaqueros s’enivrent de whisky et de pulque
Dorypha danse
Au son de la guitare mexicaine
Habaneras si entraînantes
Qu’on vient de plusieurs lieues pour l’admirer
Aucune femme ne sait aussi bien qu’elle
Draper la mantille de soie
Et parer sa chevelure blonde
D’un ruban
D’un peigne
D’une fleur
II – Dorypha
Nei giorni di festa
Quando indiani e cow boy si ubriacano di whisky e di pulque Dorypha danza
Al suono della chitarra messicana
Hebanere così coinvolgenti
Che vengono da ogni luogo ad ammirarla
Nessuna donna sa come lei
Avvolgere la mantilla di seta
E addobbare la capigliatura bionda
Con un nastro
Un pettine
Un fiore
[da Far West]
III
Par groupes de cinq ou six les phoques se chauffent au soleil
Ou étendus sur le sable
Ils jouent entre eux avec cette espèce de cri guttural qui ressemble à un aboiement
À côté de la hutte des Esquimaux il y a un hangar pour la
préparation des peaux
III
Baia disseminata di isole rocciose in gruppi di cinque o sei le foche si riscaldano al sole
O stese sulla sabbia
Giocano con quel loro richiamo gutturale simile all’abbaiare
Accanto alla capanna degli eschimesi c’è un hangar per la
preparazione delle pelli
[da Isole aleutine]
IV – Ruine espagnole
La nef est construite dans le style espagnol du XVIIIe siècle
Elle est lézardée en de nombreux endroits
La voûte humide est blanche de salpêtre et porte encore des traces de dorures
Les rayons de la lanterne montrent dans un coin un tableau moisi
C’est une Vierge Noire
De longues mousses et des champignons vénéneusement
zébrés pointillés perlés couvrent le pavé du sanctuaire
Il y a aussi une cloche avec des inscriptions latines
IV – Rovine spagnole
La navata è in stile spagnolo del XVIII secolo
È tutta incrinata
La volta umida è bianca di salnitro e reca ancora tracce di dorature
I raggi della lanterna svelano in un angolo un quadro ammuffito
È la Vergine Nera
Muschio spesso e funghi velenosamente zebrati punteggiati
perlacei ricoprono il pavimento del santuario
C’è anche una campana con delle iscrizioni latine
[da Il Sud]
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BIO
Blaise Cendrars, pseudonimo di Frédéric-Louis Sauser (La Chaux-de-Fonds 1887- Parigi 1961) è stato uno scrittore, poeta, saggista, giornalista, sceneggiatore svizzero naturalizzato francese. Protagonista dell’avanguardia parigina negli anni intorno alle due guerre, uomo e autore eternamente in partenza – definito dall’amico Ungaretti “un nomade, più russo che francese” – Cendrars sin da giovanissimo è stato spinto attraverso i continenti dalla sua irrequieta curiosità, una perpetua ansia di rinnovamento. I romanzi (tra cui L’Or, Moravagine, L’homme foudroyé, La Main coupée, Bourlinguer), la produzione poetica (Les Pâques à New York, La Prose du Transsibérien et de la petite Jehanne de France, Le Panama ou les Aventures de mes sept oncles, Dix-neuf poèmes élastiques, Feuilles de route, Kodak [Documentaire], Du monde entier au coeur du monde), i reportage sono caratterizzati da un irrefrenabile impulso al viaggio e all’avventura, in cui la biografia personale e la sua proiezione fantastica, letteraria si intrecciano e si sovrappongono in un caleidoscopio gravido di vite.









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