Blaise Cendrars | Kodak

a cura di

Giovanna Frene

5–8 minuti

|

Cinque poesie con testo a fronte da Blaise Cendrars, Kodak (Interno Poesia 2026), a cura di Mia Lecomte.



Spostamenti #220

Rubrica di poesie, parole sulle poesie e parole sulle parole



“L’intera vita-scrittura di Blaise Cendrars è una mirabolante arte della fuga: «Quando si ama si deve partire», il celebre verso della raccolta poetica Feuilles de route. Fuga dall’elvetico Canton Neuchâtel di nascita e dalla famiglia, prima di tutto, andando a gonfiare la schiera di quegli “svizzeri d’altrove”, esuli “bourlinguers” come Charles-Albert Cingria, Anne-Marie Schwarzenbach o Nicolas Bouvier. Verso la Russia della prima giovinezza, con i moti rivoluzionari e i circuiti fantastico-biografici della Transiberiana; e la Parigi delle avanguardie fra le due guerre, toccate e presto rinnegate, a cui Cendrars dovrà la celebrità e il legame di amicizia e collaborazione con alcuni scrittori e poeti – Apollinaire in particolare, e poi Cocteau – e con molteplici pittori e musicisti: Modigliani, Léger, Picabia, Milhaud, Satie, Stravinskij…; le due guerre mondiali: volontario nella legione straniera della prima – che gli varrà la naturalizzazione francese ma anche la perdita del braccio destro – e reporter per il governo britannico nella seconda; e New York, il Brasile, Hollywood… sempre mantenendo la Francia – Parigi e il Sud, in dialogo con gli autori e artisti che vi risiedono – come direzione, fulcro magnetico del ritorno, soprattutto in virtù della lingua di scrittura, unico luogo-realtà del perpetuo esilio da se stesso e dalle proprie circostanze.” (dalla prefazione di Mia Lecomte)



I – Roof garden


Pendant des semaines les ascenseurs ont hissé hissé des caisses des caisses de terre végétale

Enfin

À force d’argent et de patience

Des bosquets s’épanouissent

Des pelouses d’un vert tendre

Une source vive jaillit entre les rhododendrons et les camélias

Au sommet de l’édifice l’édifice de briques et d’acier
Le soir

Les waiters graves comme des diplomates vêtus de blanc se penchent sur le gouffre de la ville

Et les massifs s’éclairent d’un million de petites lampes versicolores

Je crois Madame murmura le jeune homme d’une voix vibrante de passion contenue

Je crois que nous serons admirablement ici

Et d’un large geste il montrait la large mer

Le va-et-vient

Les fanaux des navires géants

La géante statue de la Liberté

Et l’énorme panorama de la ville coupée de ténèbres perpendiculaires et de lumières crues

Le vieux savant et les deux milliardaires sont seuls sur la terrasse

Magnifique jardin

Massifs de fleurs

Ciel étoilé
Les trois vieillards demeurent silencieux prêtent l’oreille
au bruit des rires et des voix joyeuses qui montent des fenêtres illuminées

Et à la chanson murmurée de la mer qui s’enchaîne au gramophone



I – Roof garden


Per settimane gli ascensori hanno issato e issato casse e casse di terriccio

Finalmente

A furia di soldi e pazienza

Lussureggiano boschetti

Prati d’un verde tenero

Una viva sorgente zampilla tra rododendri e camelie

In cima all’edificio l’edificio di mattoni e acciaio

La sera

Waiters in bianco solenni come diplomatici si sporgono sull’abisso della città

E i cespugli si accendono di migliaia di lampadine multicolori

Credo Signora ha bisbigliato il giovanotto con voce vibrante di contenuta passione

Credo che staremo meravigliosamente qui

E con ampio gesto mostrava l’ampia marina

Il via vai

I fanali delle navi gigantesche

La gigantesca Statua della Libertà

E l’immenso panorama della città tagliata da tenebre perpendicolari e da luci crude

Il vecchio scienziato e i due miliardari sono soli sulla terrazza

Magnifico giardino

Cinte di fiori

Cielo stellato
I tre vecchi in silenzio ascoltano le risa e le voci gioiose che salgono dalle finestre illuminate

E la canzone mormorante del mare allacciata al grammofono



II – Sur l’Hudson


Le canot électrique glisse sans bruit entre les nombreux

navires ancrés dans l’immense estuaire et qui battent pavillon de toutes les nations du monde

Les grands clippers chargés de bois et venus du Canada

ferlaient leurs voiles géantes

Les paquebots de fer lançaient des torrents de fumée noire

Un peuple de dockers appartenant à toutes les races du globe

s’affairait dans le tapage des sirènes à vapeur et les sifflets des usines et des trains

L’élégante embarcation est entièrement en bois de teck

Au centre se dresse une sorte de cabine assez semblable à celle des gondoles vénitiennes



II –Sull’Hudson


La lancia elettrica scivola senza suono tra le numerose navi 

ancorate nell’immenso estuario battenti bandiera di ogni nazione al mondo

I grandi vascelli carichi di legna dal Canada
ripiegavano le vele immense

Il piroscafo di ferro lanciava torrenti di fumo nero

Un popolo di portuali di tutte le razze del globo si

affaccendava tra il clamore delle sirene a vapore e il fischio delle fabbriche e dei treni

L’elegante imbarcazione è interamente in teck

Al centro si alza una sorta di cabina molto simile a quella delle gondole veneziane


[da West]



II – Dorypha


Les jours de fête

Quand les indiens et les vaqueros s’enivrent de whisky et de pulque

Dorypha danse

Au son de la guitare mexicaine

Habaneras si entraînantes

Qu’on vient de plusieurs lieues pour l’admirer


Aucune femme ne sait aussi bien qu’elle

Draper la mantille de soie

Et parer sa chevelure blonde

D’un ruban

D’un peigne

D’une fleur



II – Dorypha

Nei giorni di festa

Quando indiani e cow boy si ubriacano di whisky e di pulque Dorypha danza

Al suono della chitarra messicana

Hebanere così coinvolgenti

Che vengono da ogni luogo ad ammirarla


Nessuna donna sa come lei

Avvolgere la mantilla di seta

E addobbare la capigliatura bionda

Con un nastro

Un pettine

Un fiore

[da Far West]



III


Par groupes de cinq ou six les phoques se chauffent au soleil

Ou étendus sur le sable

Ils jouent entre eux avec cette espèce de cri guttural qui ressemble à un aboiement

À côté de la hutte des Esquimaux il y a un hangar pour la 

préparation des peaux



III


Baia disseminata di isole rocciose in gruppi di cinque o sei le foche si riscaldano al sole

O stese sulla sabbia

Giocano con quel loro richiamo gutturale simile all’abbaiare

Accanto alla capanna degli eschimesi c’è un hangar per la 

preparazione delle pelli

[da Isole aleutine]



IV – Ruine espagnole


La nef est construite dans le style espagnol du XVIIIe siècle

Elle est lézardée en de nombreux endroits

La voûte humide est blanche de salpêtre et porte encore des traces de dorures

Les rayons de la lanterne montrent dans un coin un tableau moisi

C’est une Vierge Noire

De longues mousses et des champignons vénéneusement

zébrés pointillés perlés couvrent le pavé du sanctuaire

Il y a aussi une cloche avec des inscriptions latines



IV – Rovine spagnole


La navata è in stile spagnolo del XVIII secolo

È tutta incrinata

La volta umida è bianca di salnitro e reca ancora tracce di dorature

I raggi della lanterna svelano in un angolo un quadro ammuffito

È la Vergine Nera

Muschio spesso e funghi velenosamente zebrati punteggiati 

perlacei ricoprono il pavimento del santuario

C’è anche una campana con delle iscrizioni latine

[da Il Sud]

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BIO

Blaise Cendrars, pseudonimo di Frédéric-Louis Sauser (La Chaux-de-Fonds 1887- Parigi 1961) è stato uno scrittore, poeta, saggista, giornalista, sceneggiatore svizzero naturalizzato francese. Protagonista dell’avanguardia parigina negli anni intorno alle due guerre, uomo e autore eternamente in partenza – definito dall’amico Ungaretti “un nomade, più russo che francese” – Cendrars sin da giovanissimo è stato spinto attraverso i continenti dalla sua irrequieta curiosità, una perpetua ansia di rinnovamento. I romanzi (tra cui L’Or, Moravagine, L’homme foudroyé, La Main coupée, Bourlinguer), la produzione poetica (Les Pâques à New York, La Prose du Transsibérien et de la petite Jehanne de France, Le Panama ou les Aventures de mes sept oncles, Dix-neuf poèmes élastiques, Feuilles de route, Kodak [Documentaire], Du monde entier au coeur du monde), i reportage sono caratterizzati da un irrefrenabile impulso al viaggio e all’avventura, in cui la biografia personale e la sua proiezione fantastica, letteraria si intrecciano e si sovrappongono in un caleidoscopio gravido di vite.



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