Florinda Fusco | Il compleanno e altre opere

a cura di

Giovanna Frene

1–2 minuti

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a cura di Giovanna Frene
cinque poesie tratte da Il compleanno e altre opere (Talee 8, Collana diretta da Andrea Franzoni e Fabio Orecchini, ArgoLibri 2022)      fotografia di Dino Ignani


SPOSTAMENTI #121
Rubrica di poesie, parole sulle poesie e parole sulle parole


O.1

La Signora
in grembiule
si accostò
al mio tavolo:
-Desidera?-
Vorrei un
disegno biologico
che elimini
l’arbusto
della morte –
piedi nudi
che dicano
«travalica
il limite» –
un gas
un colore
bianco-osso
che mi
sollevi
dal suolo.
C’è
odore
di granata –
disse la donna
e proiettò
un film
sulla parete
dove
i guerriglieri
si trasformavano
in alberi.
La bocca
in fondo
dello specchio
non parlò più.
La testa
(senza tortura)
vaporizzò.

O.2

Quando
apparecchio
la tavola,
mi trovo
a camminare
per miglia
nel deserto,
le posate
e i piatti
mi richiamano
a sé
per gravità,
ma il vento
e la sabbia
mi sollevano
in aria.
I piedi nudi
s’inchinano
al nulla.
Il tempo
si dilata
per avvenuta
follia,
mi veste
da Regina –
e sul trono
davanti
alle sentenze
sprigiono
tutti,
collaboro
all’evasione –
io stessa
evado
dal trono,
la ghigliottina.
Se la massa
terrestre
mi attira,
mi siedo
a tavola,
e aspetto
un vassoio
notturno
che arrivi
in volo –
con l’unica
indiscussa
pietanza,
la distrazione.

O.5

Il mio
compleanno
è
la festa
del patrono
senza
fuochi
d’artificio

zuccheri
filati –
il mio corpo
è
la statua
del santo
in processione –
sguardo
impassibile,
diretto
altrove.
Un abito
conservato
per l’occasione,
aggrovigliato
di nascite
e di morti.
Il mio riflesso
si piega
verso di me
e mi dice:
«Nasconditi qui
fa silenzio,
in me
puoi
trovare
rifugio» –.
Al centro
di un cerchio
di bocche
sorridenti
e deformate
una candelina,
sempre la stessa,
si moltiplica
e si espande,
una massa stellare
che per sbaglio
tocca
la soglia
dell’al di là.

O.14

Il mio corpo –
temperatura
di
rugiada,
superficie
fresca
dall’
irraggiamento,
nessun
trasferimento
di
energia
con
altro
corpo –
pareti
sottili
non
risentono
del
riscaldamento
terreno,
erba, foglie, fiori, steli, ragnatele.

O.15

Quando
l’anima
si sveglierà
dal suo
incubo
– la vita terrena –
chi
la vedrà
svegliarsi?
e cosa
le dirà?
Hai
dormito
bene?



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