Leónidas Lamborghini | Il candidato fuori posto

a cura di

Giovanna Frene

8–12 minuti

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Pubblichiamo per intero il primo testo de Il candidato fuori posto. Poema in quattro tempi di Leónidas Lamborghini, a cura di Lorenzo Mari, con una postfazione di Rosaria Lo Russo (ArgoLibri 2025, collana Talee diretta da Andrea Franzoni e Fabio Orecchini).



Spostamenti #178

Rubrica di poesie, parole sulle poesie e parole sulle parole



“(…) si potrebbe concludere che la relazione tra Osvaldo (1940-1985) – già noto in Italia per alcune traduzioni, nel recente passato – e Leónidas (1927-2009) – del quale la presente traduzione è, per quanto è dato sapere, la prima pubblicazione in volume in lingua italiana – sia stata quella di un’acerrima rivalità personale e letteraria, incistata nella psiche di due soggetti narcisisti.

Non è stata soltanto questo, naturalmente; se altrove ho cercato di definire la relazione tra le opere dei due fratelli Lamborghini come “contrappunto, distorsione e fuga” – provando a coglierne una qualità anche musicale – la complessità di tale rapporto è ancora più vasta, come risulta da un’abbondante bibliografia critica. Chi legge potrà indagare a propria volta i motivi fondanti della relazione tra i testi di due autori di importanza fondamentale nella letteratura argentina e latinoamericana della seconda metà del Novecento; per il momento, qui si cercherà intanto di far risuonare il verso di Osvaldo Lamborghini – «Lamborghini del mondo, unitevi» – anche tra le righe di uno dei capolavori di Leónidas, El solicitante descolocado (1971), un testo percorso dall’inizio alla fine da una forte domanda di giustizia sociale.

Si tratta, infatti, dell’epopea di un “candidato fuori posto” – «uno che vuole un lavoro e finisce per volere tutto», secondo l’efficace definizione di Martín Servelli – radicata nella controversa complessità politica e culturale del peronismo: la prima pubblicazione di alcuni testi, nella plaquette El saboteador arrepentido (1955), coincide storicamente con il golpe del 23 settembre 1955, conosciuto come “Revolución Libertadora”, che costringerà Juan Domingo Perón all’esilio e porterà al governo il generale Eduardo Lonardi. I golpisti sono des-libertadores, nelle parole del Solicitante: la loro idea di “libertà” è completamente rovesciata, venendo esercitata, appunto, tramite la repressione dei movimenti di giustizia sociale che, a torto o a ragione, si erano riconosciuti o che si sarebbero posteriormente riconosciuti nel peronismo. Nulla a che vedere, insomma, con le posizioni politiche di chi, il 17 ottobre 1945, aveva partecipato al Día de la Lealtad, giorno in cui una grande manifestazione di lavoratori si era radunata in Plaza de Mayo, a Buenos Aires (mettendo “le gambe a mollo” nella fontana al centro della piazza, come ricorda il titolo della prima sezione del Solicitante) per chiedere la liberazione di Perón, arrestato pochi giorni prima.

La débâcle politica del 1955 genera un movimento di resistenza sia culturale che sociale la cui portata si infiltra continuamente tra le righe del libro, ma ciò non dà luogo a un posizionamento omogeneo e compatto a livello ideologico, né a qualche tipo di consolazione o risarcimento, a livello psichico. Anzi, il “candidato fuori posto” è da subito in dialogo con il “sabotatore pentito”, operaio tessile promosso a dirigente che inizialmente intende «distruggere» con il proprio sabotaggio «la produzione occidentale», per poi pentirsene e infine rigettare il proprio pentimento, cercando in ultima stanza di redimersi con la lotta. (…)”

(Dalla prefazione di Lorenzo Mari)



El solicitante descolocado

I

Me detengo un momento
por averiguación de antecedentes
trato de solucionar importantísimos
problemas de estado;
vena mía poética susúrrame contracto
planteo, combinación
y remate.

En vez
tú no tienes voz propia
ni virtud
dijo
y escribes sólo para.
yo quise decirle mentira mentira
para purificarme

La pista se rodea
de todas las especies, de todos los órdenes
y clases
sobre todo de público
en la primera fila van
los renegados.

Siempre algún gobernante
algún guerrero ilustre, algún
funcionario aventajado
da el puntapié inicial
entonces entro yo
entrando por el aro.

Tome asiento
nadie debe perderse
un espectáculo
abro mi risa negra
a función continuada.

Y a la bartola
haciendo de las mías
en el país del tuerto
es rey.


Pueblo goloso perezoso lujurioso
porque las curvas económicas
nos son favorables
una nueva conciencia os pido
en marcha.

Y si las cosas se complican
descentralizar:
– Listo, vamos
gobernar es poblar es hablar;
apoyando mi oído
en el obrero concentrado:
vibra.

Entonces reconozco
alcanzo a distinguir entre 200.000
a mi buena maestrita
llevaba
un cartelón azul
con letreros dorados.

– ¿Qué clase de niño fuiste tú?
– a, e, i, o, u
inteligentísimo y de gran corazón
antes del sacrilegio
ella me dijo a mi mejor discípulo
– La tierra para quien la trabaja
se inclina
– La revolución no se detiene nunca.

Ella.
Levanta emocionada
la tapa de mis sesos
deshojando

cumple no cumple cumple no cumple cumple no
cumple

– Tu alma tiene un delicado
cuello de cristal
– se inclina –
su base es de acero inoxidable


Tratando de llegar
a las altas esferas
hice mi oferta de viva voz
– ¡No valgo un pito!

No obstante invento
la economía sin un hilo
y oigo al pasar
“aquí estamos muy bien
colgados del presupuesto”

Cuando llegaron las inversiones extranjeras
dispuestas a radicarse
y preguntaron
salario real ¿cuál
es tu poder adquisitivo?

Cambio
Cambio
Cambio

¿Dónde está
la moneda simple
legal
la moneda sencilla
del menudo candor
la moneda de
cobre?

Y antes de sucumbir
el interés económico pensante
alcanzó a balbucear
petróleo, industrias, agro,
pecuario.

Está quebrando

Sin base
cierro la última
cotización.


En el rebusque
cada vez me pica más
el bagre
vendo shakespeares usados
a un Moro sin entrañas.

Descubro
inscripciones
no figurativas
en las letrinas de altamira.

Apenas este tiempo para nada
Al Paso
almuerzo pavimento
con ensaladas
del huerto de los olivos.

“No son todos los que están
no están todos los que son”
mi pobre especie
son
los no antologados.

En los viejos tranvías
y en general
en todo transporte colectivo
colaborar es correrse
bajar por adelante.

Cuando un golpe de sol:
sobre la cresta brillante de una ola
la imagen de mi hermana
se levanta
– Notifícame
– Mar espléndido.

Mi horario es justo para
que las horas que pasen
ya no vuelvan más
y no tener sanidad pública
ocupación bien fija.

– Nuestra madre es feliz
nuestro padre.
nuestro hermano sigue creciendo
sólo se espera tu llegada.

Aprovechando mi hora libre
mi oportunidad o perdiéndola
pero buscando en seguida otra más
hasta agotar la última
el último suspiro.

Crack crack crack
pasa el carro alegórico
del fútbol corrompido
¿Dónde está el gran Martino?

Volviendo un día al barrio
a la estructura simple
de casitas baratas
y la Villa del Parque.

Cómo se pianta la vida
cómo rezongan los años
cómo se viene la muerte
tan callando.

Y la Gran Puta huyó a París
en busca de su amor
yo la seguí con la imaginación
– sin amor no se puede bienestar –

Acariciando mi alma en mi soledad
en mi soledad
no se puede confort y
si vieran mi catrera.



Il candidato fuori posto
I

Mi fermo un attimo
per il controllo dei precedenti
cerco di risolvere importantissimi
problemi di stato;
vena mia poetica sussurrami contratto
proposta, concertazione
e ratifica.

Tu invece
non hai voce in capitolo
né virtù
ha detto
e scrivi solo con l’obiettivo di.
io volevo dirle falso falso
per purificarmi

L’arena si circonda
di tutte le specie, tutti gli ordini
e classi
soprattutto di pubblico
in prima fila ci sono
i reietti.

C’è sempre qualche governante,
qualche guerriero illustre, qualche
eccellente funzionario
che apre le danze
a quel punto entro io
entrando per la cruna.

Prenda posto a sedere
nessuno deve perdersi
uno spettacolo
spalanco la mia risata oscura
a ciclo continuo.

E allo svacco allora
facendo a modo mio
nel paese del guercio
è re.


Popolo goloso pigro lussurioso
dato che le curve dell’economia
ci sono favorevoli
vi chiedo una nuova coscienza
in marcia.

E se si complicano le cose
decentrare:
– Pronti, via
governare è popolare è parlare;
appoggiando l’orecchio
all’operaio tutto intento:
vibra.

È a quel punto che riconosco
riesco a distinguere fra 200.000
la mia buona maestrina
portava con sé
una grande cartella blu
con le scritte dorate.

– Che tipo di bambino sei stato?
– a, e, i, o, u
intelligentissimo e con un cuore grande
prima del sacrilegio
mi ha detto lei per il mio miglior allievo
– La terra per chi ci lavora
si china
– La rivoluzione non si ferma mai.

Lei.
Solleva emozionata
il coperchio del mio cervello
staccando i petali uno a uno

lo fa non lo fa lo fa non lo fa lo fa non
lo fa

– La tua anima ha un collo
delicato di cristallo
– si sporge in avanti –
ha una base inossidabile di acciaio


Cercando di arrivare
alle alte sfere
ad alta voce ho detto la mia
– Non valgo un cazzo!

Ciononostante sono l’inventore
di un’economia senza filo conduttore
e passando sento
“qui stiamo molto bene
pendenti dalle labbra del bilancio”

Quando arrivarono gli investimenti stranieri
disposti a restare in pianta stabile
e chiesero
salario reale, qual è
il tuo potere d’acquisto?

Cambio
Cambio
Cambio

Dove sta
la moneta semplice
legale
la moneta schietta
dal minuto candore
la moneta di
rame?

Prima di soccombere
l’interesse economico pensante
riuscì a balbettare
petrolio, industrie, agro,
pastorale.

Sta fallendo

Senza base imponibile
chiudo l’ultimo
contributo.


Nella ricerca di un rattoppo
sempre più mi morde e mi smozzica
la fame
vendo shakespeare usati
a un Moro senza cuore.

Scopro
iscrizioni
non figurative
nelle latrine di altamira.

A malapena questo tempo nient’affatto
Al Passo
mangio asfalto a pranzo
con le insalate
dell’orto degli ulivi.

“Non sono tutti quelli che ci sono
non ci sono tutti quelli che sono”
la mia povera specie
sono
i non catalogati.

Sui vecchi tramvai
e in generale
su ogni trasporto pubblico
collaborare è correre
scendere dalla porta davanti.

Quando ecco un colpo di sole:
sulla cresta brillante di un’onda
l’immagine di mia sorella
si innalza
– Avvisami
– Mare splendido.

Il mio orario è adeguato al
fatto che le ore che trascorrono
mai più torneranno
e non godere di sanità pubblica
occupazione molto stabile.

– Nostra madre è felice
nostro padre.
nostro fratello continua a crescere
si attende soltanto il tuo arrivo.

Approfittando della mia ora libera
della mia opportunità o perdendola
ma cercandone subito un’altra ancora
fino a esaurire l’ultima
l’ultimo sospiro.

Crack crack crack
sfila il carro allegorico
del calcio corrotto
Dov’è il grande Martino?

Di ritorno al quartiere un giorno
alla struttura semplice
delle casette che costano poco
e alla Villa del Parque.

Come se la svigna la vita
come brontolano gli anni
come arriva la morte
così in silenzio.

E la Gran Puttana è fuggita a Parigi
in cerca del suo amore
io l’ho inseguita con l’immaginazione
– senza amore non c’è benessere –

Accarezzando la mia anima nella mia solitudine
nella mia solitudine
comfort non è possibile e
il mio pagliericcio se lo vedeste.


BIO

Leònidas Lamborghini (Buenos Aires 1927-2009), poeta, scrittore e saggista argentino, di appartenenza peronista, è considerato uno dei massimi autori argentini del secondo Novecento. Fratello maggiore dello scrittore Osvaldo Lamborghini (1940-1985), appartiene a un gruppo di autori argentini che Héctor Libertella e Luis Gusmán hanno descritto come “letteratura ammutinata” e che può annoverare tra i propri esponenti lo stesso Libertella, Ricardo Piglia e Alberto Laiseca.

Con la dittatura, sin dal 1955, inizia un lungo periodo di proscrizione e martirio per Lamborghini, che lo porterà, dal ‘77 al ‘90, a vivere un lungo esilio in Messico.

Insignito nel 1991 del Premio Leopoldo Marechal e nel 1992 del Premio Boris Vian, ha pubblicato molti libri di poesia e narrativa, tra cui ricordiamo: El solicitante descolocado (1971), Verme y 11 reescrituras de Discépolo (1988), Odiseo confinado (1992) e Carroña última forma (2001). Muore a Buenos Aires il 13 novembre 2009.








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