Cinque poesie da Firmamento (1990-2025) di Vito M. Bonito, uscito per Argo Libri nel gennaio 2026. Non si tratta di un’antologia, perché il libro, come spiega l’autore, è composto per metà di inediti, da cui è poi partito per rileggere e riscrivere un percorso lungo trent’anni.
Spostamenti #201
Rubrica di poesie, parole sulle poesie e parole sulle parole
*
non sfiora più la neve
e anche la quiete ci assale
coprendo come un sogno
all’improvviso la più bianca
mano che altrove ci separa
– impaurita amarezza
di voce tra la nebbia –
se mai tornasse di noi
qualcosa o dopo
la morte potesse restare
un lampo d’inverno nell’aria
*
moriremo agl’incensi
ignorati
saremo spaventati
come sempre siamo stati
entrerà la morizione
a farci la barba
e sarà il giorno
che nessuno dorme
e nessuna cosa
il giorno
dell’eterno riposa
si apriranno gli specchi
per non veder che occhi
*
dove è il papavero dei morti
che ti dormiva al cielo
niente fu più le cose
il letto che ti coprirono
di rose
i papaveri
cosa mai gli occhi
hanno visto
cosa l’animale
dietro la finestra ancora
prima di ogni addio
il volto che ti parlarono i papaveri
il letto che ti coprirono
i papaveri
*
ci sono fiori
non ancora umani
il cui unico fine
è morire
rivolti al sole
invocando
la più inutile
trasparenza
*
i panpapaveri ti parlano o rusignol
tu parli nei morti l’odore
e bianca la tua gioia di ferite
profumato il tuo dolore
il cielo sempre in fiore









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