In anteprima pubblichiamo cinque poesie dal libro d’esordio di Ulrich D. Estarossa, Acque farsa (Transeuropa 2026).
Spostamenti #203
Rubrica di poesie, parole sulle poesie e parole sulle parole
Occhi d’ittero
occhi d’ittero
che mi sverdì
lo stelo di pena e penitenza
la foglia della mancanza
che ritira di bruciature le punte
e le radici di colpe che ramificando solo la mia zolla
marciscono mio germoglio e sbocciatura,
petali che scuciono
insieme come insieme sfibrano tutti i baci
Miagolio-uomo fusa d’amore neo umano
e
capelli di inappetenza
che ti insacchi e ti disponi
labbra di ali
che inlibrano dove più si accelera e più si spacca
ventre di scoperta promiscua
fallo montagna e chiesa
Cocco di vita, arroccata dalla lanuggine spessita
che non epila maligno…
Acqua farsa
Educandato
oltre il Po
alla Granguardia
sull’Arsenale
castello, pozza ovo
tutta luce l’odore
adige scorrimento di città
Dante braccio di piazza (pozzo familiare
di veleno) al lato
delle erbe, giù un balcone sulseno
teatro romano
e ancora
ellisse di roccia, anfiteatro passo della cometa
raggio di sole
educandato
filarmonico
e
verso il cielo Catullo
Ai piedi del tuo camino
sono ai piedi del tuo camino,
polvere che spazzerai,
cenere che raffredda un
tizzone alla notte
Mi dirai che il mio fuoco
è diavolina e liquido e accendino
che al mio falò
sarai r(R)ingraziamento
in un’altra casa
Malessere muro
covo accumulo d’assenza,
a dimagrire di qui e almeno;
tappo del nulla
cura fulminea
stigma
inerzia
inezia
malessere muro.
Un angolo sono già io
devo trovare un triangolo
devo crearlo; un angolo sono già io
l’altro è qualcosa che ho raggiunto
allungandomi disumanamente,
non posso concludermi
non ho altre articolazioni da disarticolare:
sarò problema irrisolto.
BIO
Ulrich D. Estarossa (Castellana Grotte, 2002) cresce tra le province della Puglia e la città di Verona. Si è laureato in Scienze Giuridiche con una tesi sull’economia e gestione delle imprese, prossima alla pubblicazione. Fa parole per la musica. Ha in scrittura racconti e romanzi. Cura la rassegna online “Interferare”, dedicata al dialogo tra i mestieri della cultura e al dibattito tra componimenti poetici. Con “leggiferare” commenta l’attualità. Questo è il suo primo libro.









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