Lella De Marchi | Le stanze di Emily

a cura di

Giovanna Frene

2–3 minuti

|

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Cinque poesie dall’ultimo libro di Lella De Marchi, Le stanze di Emily (Anterem Edizioni, 2024).



Spostamenti #205

Rubrica di poesie, parole sulle poesie e parole sulle parole



sequenze del risveglio


I


la voce è rimasta attaccata alla spalliera del letto

(la mia voce, forse, o forse la voce dell’altro).

il suono che la perpetua è cosa lontana.

il gesto che la completa è vicino ma assente.


la voce al mattino si sente una moglie tradita.

si è accorta della distanza tra la spalliera

e il materasso, tra il capo e il fondo del letto.

(della sua distanza, forse, o forse della distanza tra sè e le cose)


la voce al mattino si guarda e si tocca le orecchie

le trova o troppo piccole o troppo grandi.

allarga la bocca, prova ad emettere un verso,

a collegarsi al senso dell’universo.

si distende, si allunga, si riappropria dell’aria.

come gli alberi protende i suoi rami nel vento.


sa che nulla è per sempre.

sa di essere corpo che genera continuamente.



l’unico corpo che non è corpo


II


il corpo ospitato da una poltrona dentro a una stanza.

il corpo che non può o non vuole stare disteso

senza preavviso si stacca dal corpo e diventa una fiaba.

intessuta con il tessuto della poltrona.


il corpo ospitato da una poltrona dentro a una stanza è una finestra

da cui filtra la luce, uno spiraglio che guarda lontano.


il corpo ospitato da una poltrona dentro a una stanza

è l’unico corpo, altro da te, che si legge da solo.


il corpo ospitato da una poltrona dentro a una stanza

è l’unico corpo che non è corpo.


può stare in piedi o disteso.

appoggiato per terra o sospeso.


la credenza


III


il tempo passa e, se si ferma, si ferma per poco.

più civili ed attuali conversazioni ti aspettano fuori

dalla credenza, si siedono al desco. e tu trovi

posto solo se aggiungi un posto

a tavola, superato da chi si è aggiunto.

prendi posto tra i belli ed i brutti,

su di una sedia senza grilli per la testa.

ma poi fa piedino, senza essere visto,

ad ogni nuovo venuto che si è seduto.


we’ll pass without the parting

so to spare

certificate of Absence –


passeremo senza separarci

così da risparmiarci

il certificato di assenza



this world is not conclusion


III


nel corridoio, la luce si propaga come un’eco.

per ogni cosa vissuta da vivere o da rivivere

esiste una colonna sonora.

esiste come esiste la luce al fondo del tunnel.

perchè tu la possa vedere.


this world is not conclusion



without room I


I


esisto comunque. in un post mi posso

espandere o estinguere.

sono comunque. l’andare o il rimanere

non mi appartengono.

mi affratello ad un gesto lieve.

mi privo del solido contenuto

nel solido del contenuto.

non interferisco sono interferito.

sono una frase non detta ma

ricevuta la volontà involontaria.

non conosco le mie conseguenze.

vivo di e in un click.



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