Il ramo e la foglia editore ha appena ripubblicato integralmente, nel volume Terra di tutti, le prime raccolte poetiche di Mariella Bettarini: Il pudore e l’effondersi (1966), Il leccio (1968), Terra di tutti e altre poesie (1972) e Delle nuvole (1991). Si tratta di un evento poetico di estrema importanza.
La cura e l’introduzione sono di Roberto Maggiani.
Spostamenti #216
Rubrica di poesie, parole sulle poesie e parole sulle parole
“Ripubblicare, a distanza di molti anni, alcune delle prime raccolte di Mariella Bettarini ci sembra un atto doveroso, non solo per la grandezza poetica e umana dell’autrice, ma anche per la sua capacità di farsi interprete, in modo eminente, delle istanze umane presso il divino e l’assoluto. Se esiste un poeta che ha saputo essere voce della Poesia tra donne e uomini, incarnando un dire e un fare poetico unici, questo poeta è senza dubbio Mariella Bettarini.
Per anni, nella e dalla sua Firenze, insieme a Gabriella Maleti e a un circolo di amici, non solo poeti, Mariella Bettarini ha saputo irradiare aumenta ricerca poetica e onestà intellettuale, con fermezza e discrezione. Mai si è imposta, ma si è sempre proposta. La sua autorevolezza, testimoniata da grandi maestri della poesia come Mario Luzi, Andrea Zanzotto, Dario Bellezza, Giuliano Manacorda e Roberto Roversi, è a tutti ben nota.
La poetica di Mariella Bettarini è, prima di tutto, umana: nel senso più alto, meraviglioso e confortante del termine. Poi sociale, politica, spirituale e persino scientifica. Sì, perché Mariella ha auspicato e intrapreso, seppur non in modo globale, l’unità del sapere umanistico e scientifico. In questo senso, ci lascia spunti di grande ispirazione.” (dall’introduzione di Roberto Maggiani)
Un gioco di legno
Perché hanno lasciato un gioco di legno
immobile nel campo, sembra anche più sola
e grande la sera, che ora appena
sfiora le case e il paesaggio, e più in là
il mare, e per le ali dei gabbiani
è notte di sonno, e buio per le acque,
e immensità di calma per il cielo,
e riposo invisibile per le rondini.
Maggio 1963
A sé stessa
Ti apprendo nei contrasti,
vocabolario del cuore,
spirito fiammeggiante
sulla mia bocca,
ispirazione e difesa,
tranquilla certezza.
Con la vita ti apprendo,
con la vita
che cerca di sconfiggere
la mia clamante fiducia.
Luglio 1964
Il tronco
Usami carità, tu che mi guardi
mangiare al tavolo più basso – il tavolo
terrestre – con gli operai del cantiere
o della vigna.
Fulmineo, il vento mi apre
la casa; la ghiaia entra a manciate
negli occhi; leggi
non scritte, non sancite
da uomo mi governano, zampilla sangue
dallo spirito manomesso e il pensiero
non riesce a esaurirti, verità
o idea o amore o come
chiamarti.
Tu usami carità; colpi che si ripetono,
si ripetono, rischiano di schiantare
il tronco dell’albero. Ma di un tronco in pezzi
si può sempre fare una croce.
12 luglio 1968
Dal futuro
Abbiamo mille ragioni
per avere fiducia nel futuro? È vero,
può arrivare il momento
giusto, l’incontro buono,
ma la strada sbagliata e la luce
falsa. Di poesia ce n’è fin troppa, ma la gente
ha paura, la gente
cammina storto, muore – e noi
siamo la gente, non «poeti»
che assistono al decollo dell’aereo dall’alto
del ponte, guardando il massacro, poi
staccano il telefono e iniziano
una mimesi privata di ciò che accade.
Dal futuro – direi – non abbiamo da attenderci
un fascio di rose, intanto perché
il tempo è ghiacciato e le rose
sono attualmente i fiori
più cari sulle piazze.
Alto-strati
niente nuvole – pare –
niente appare
apparato scompare
apparso spare
eppure molto sparso
molto espanso
il globo suo come spento
compare
stratificato senza gloria mare
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BIO
Mariella Bettarini (Firenze, 1942) è una poetessa che ha fatto della parola uno strumento di ricerca interiore e collettiva. Esordisce a ventiquattro anni con Il pudore e l’effondersi (Città di Vita, Firenze, 1966), dove già emerge la sua capacità di coniugare rigore formale e intensità emotiva. In tutti questi anni ha pubblicato trentaquattro libri di poesia, sette di narrativa e vari saggi in libri e su riviste. Nel cuore di Firenze, insieme a Gabriella Maleti, ha tessuto per decenni un dialogo fecondo con artisti, intellettuali e poeti, animando un sodalizio culturale fondato sull’onestà intellettuale e sulla passione per una poesia radicata nella vita. A questo proposito si ricorda la rivista “Salvo imprevisti” da lei fondata nel 1973, che nel 1993 prende il nome di “L’area di Broca”. Negli stessi anni ha curato la pubblicazione di molti libri di poesia e narrativa per le edizioni Gazebo da lei stessa fondate. La sua ultima raccolta in versi, Haiku alfabetici (Il ramo e la foglia edizioni, Roma, 2021), conferma una voce che non smette di interrogare il reale, cogliendo nell’ordinario l’eco di un mistero più grande. Mariella Bettarini ha sempre esplorato i confini tra poesia e conoscenza, intrecciando lirica, scienza e filosofia in un percorso che rende la sua opera viva e urgente. Apprezzata da critici e poeti, la sua scrittura si impone per umiltà e profondità, senza mai cedere a facili retoriche. Oggi, la sua poesia continua a parlare a chi cerca un linguaggio capace di unire il personale e l’universale, dove ogni verso diventa un gesto di condivisione e resistenza. A partire dal 2003, sulla sua poesia sono state discusse tre tesi di laurea: a Roma (La Sapienza), Chieti e Bari.









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