Teresa Murgida | La vertigine dell’ombra

proposta della redazione
da La vertigine dell’ombra (Ensemble, 2021)


Nasce dagli occhi la parola
dal modo in cui si posano sul mondo.
Da come guardano la luce
quando compie mosse di ragno.
Ogni parola è la precisa mappa
dei giorni messi in fila.
È il tremare del mio sangue
alla danza di uno stormo.

*

La luce mi affida con fede
la vertigine
dell’ombra.

*

C’è una minuta pace
una grazia minima
che non so replicare.
Giace nelle intercapedini,
sugli spigoli lisi,
nel caro odore
delle stanze chiuse.
Io vi entro dalla banale soglia
le abito per un giro di vento
mi sfamo di quella bianca polvere.

*

A ogni partenza della rondine
mia madre torna più indifesa.
Compie un volo d’affanno
intorno al tempo che rimane.
Ha solo un lume fioco
e un garrito chiaro.

*

Il cielo è un cencio
le ferule lo pungono dal basso.
Non trovo nessun fiore
sulla pancia della terra,
li ha tutti mia madre nella gola, ne
dona alle raffiche sguaiate mentre
parla ai morti di novembre.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...