Luciano Neri | Opera buffa

a cura di

Giovanna Frene

3–4 minuti

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Alcuni brani dall’”Atto primo” del nuovo libro di poesia di Luciano Neri, Opera buffa (TIC 2025).


Spostamenti #195

Rubrica di poesie, parole sulle poesie e parole sulle parole



Inizio


La direzione poco chiara, poco visibile, una serie  di oggetti appesantiti che trasportano, nei pressi di  un lago alle notizie di poter raggiungere la guida  prima del confine, e non si può dire ancora a un  limite del genere se si sono visti superati dalla  guida stessa, se si sono visti al momento superati  dalla stessa promessa, con le stesse probabilità  di rivederla rispetto al tempo di ritornare  indietro, adesso identiche ai presunti fatti le  direzioni, identici ai confini quelli che li vogliono  raggiungere, alle notizie che si sono fermati nello  stesso momento, le promesse alle stesse notizie di  riunirsi nel legame e con le stesse probabilità di  andare avanti o di ritornare indietro, che sarebbe  una decisione sconsiderata, poco lungimirante  e che sarebbe più sicuro,  o temendo di non farcela a radunarsi al resto dei  fuggiaschi  e forse in quel punto già si sono arresi  o con il rischio di restare intrappolati nel bosco.



Scena prima


O forse vi era già arrivato a quest’ora da un’altra  linea non conosciuta (secondaria e /o parallela), in  anticipo quando ancora l’alba non è spuntata, e il  lago dopo che forse già erano entrati nella selva,  per la parte della loro metà che inseguivano l’inno.  E presto si erano avvicinati senza quella eufonia  alla presenza del nome, si era dileguata ancora  per un ritardo, non sempre colmabile il ritardo in  questi casi all’altra metà di loro che nel bosco non  si vede nessuno, per l’assenza che il gruppo prova  dello stupore, adesso che forse questo è un segno,  il punto che forse non era quello della promessa,  non era quello di riunirsi il punto superato.



Scena seconda


Su un’altra linea in anticipo o in ritardo,  ancora non si sa quando, l’alba non è spuntata,  costeggiando il lago, dopo che non si erano  addentrati né sarebbero nella selva loro dell’altra  metà che avevano inseguito l’inno da lontano,  e si erano avvicinati alla presenza del nome, si  era /si sarebbe presto dileguata, in un ritardo non  comprensibile all’altra metà. 

O forse a quest’ora solo nel parallelismo non si  vede, nella trama con l’altra metà, nessuno forse  vi era già entrato /arrivato /uscito, il gruppo che  

prova stupore adesso per l’assenza, eccesso di  trasporto di una parte che gira a vuoto, nella  trama di quello che si nomina (ode) uno che si  lamenta, le parole e le intenzioni che nessuno  ascolta /ascolterebbe, che forse è un segno adesso  il punto di riunirsi, che non è /non era proprio  quello il punto superato dalla stessa promessa,  non è quello il segno che si vede.



Scena terza


L’aria che giunge della presenza, con l’inno  che appare e non appare, il motivo dell’aria che  giunge avrebbe complicato oltremodo i piani che  sono arrivati lo stesso a quel punto, la metà circa  del primo gruppo e l’altra metà del secondo.  Uno domanda della guida che si è rivelata fino a  quel momento illusoria, se invece avessero deciso  di proseguire nel bosco con i doni e gli averi e  con il resto che avanzano uno verso l’altro a ogni  tentativo di ritrovare quell’altro, prova di ritrovare  lo stesso gruppo, questi che camminano, almeno  per riconciliarsi adesso che sono sconfortati,  adesso piuttosto smarriti.



Scena quarta


Verso l’ultima Thule è il punto delle lunghe albe  di azioni che si perdono, avvicinate da nuvole  svelate, azioni scese sulla terra, insieme al cielo  in cambio di doni (inno), azioni verso il fuoco  del gran rogo e le acque del lago, due dei quattro  elementi che restringono /restringerebbero il  campo, con le fiamme in evidenza tra loro, e gli  altri ad avvicinarsi alle acque e /o al fuoco per  l’ultimo appello, ad azioni degli smarriti, adesso  ancora più sconfortati per credere all’inno, al  pensiero che avrebbero voluto intonargli di fronte  una volta apparso, in mezzo a una ragione che  adesso lo intonano, qualcuno da incontrare a  loro più simile se non identico e /o se non uguale  al posto della presenza, a procedere sempre in  avanti, a imitazione di un modello, o indietro per  venirne a capo.











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